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La «guerra delle terre rare», quella che insanguina l'est del Congo e indirettamente la tecnologia che l'Occidente si porta in tasca con gli smartphone e nei cofani delle auto elettriche, sta avendo una pausa. I ribelli dell'M23, sostenuti dal Ruanda, hanno dichiarato un «cessate il fuoco» unilaterale a partire da domani «per motivi umanitari». Una mossa che precede un incontro tra i presidenti congolese, Félix Tshisekedi, e ruandese, Paul Kagame, previsto per questo fine settimana in Tanzania. Nonostante l'annuncio, persistono timori riguardo alle reali intenzioni dell'M23 sul controllo delle risorse minerarie nella regione e sullo sviluppo del conflitto che, secondo l'Onu, ha causato almeno 900 morti e circa 2.800 feriti solo nei cinque ultimi giorni di gennaio. --