Voix qui dansent incantano tutti C'è il laboratorio
Palazzo CanaveseLa formazione corale eporediese Voix qui dansent, pietra preziosa dell'odierno panorama musicale, ha riscosso grande successo con lo spettacolo di venerdì scorso a Palazzo Canavese. Il Centro comunitario Olivetti, tornato ad animarsi con eventi culturali e spettacoli, era gremito e gli spettatori hanno ricambiato con applausi e caloroso entusiasmo l'energia sprigionata dalla vocalità e dalla simpatia del gruppo. Voix Qui Dansent è formato da 7 soliste, che cantano insieme intrecciando le loro voci in complesse armonie di origine africana. Voci forti ed espressive in dialogo: ogni cantante porta una melodia propria, ma sempre in relazione con le altre, in una tessitura sonora di polifonie e ritmi ancora poco conosciuti. È un genere musicale di non facile esecuzione, ma di sicuro effetto, che crea ritmi trascinanti per il pubblico. Si tratta di canti tradizionali che raccontano storie di vita, natura e spiritualità provenienti da svariate regioni dell'Africa, eseguiti a cappella, inframmezzati da letture, da note esplicative e interventi ironici. Un caleidoscopio sonoro che si rivela capace di comunicare emozioni universali.Il gruppo si avvale del tecnico Roberto Gallina e del prezioso accompagnamento dei percussionisti che collaborano con Spazio Baobab. Le stesse cantanti, con piccoli strumenti a percussione, creano suoni modulati e discreti, a salvaguardia delle armonie vocali.È curioso andare alle origini di questo gruppo, nato ufficialmente nel 2005 dopo uno stage con Anita Daulne, esperta di polifonia, compositrice e interprete belga-congolese del gruppo Zap Mama. La prima scintilla è scoccata dalla gioia di cantare insieme, quasi per gioco, durante una serata tra amiche; seguono discorsi e progetti in salotto all'ora del thè ed esplode una vera passione per un genere musicale innovativo, basato su ritmi istintivi, primordiali, che riproducono suoni della natura e dell'ambiente con un linguaggio mai sentito finora. «Siamo un gruppo molto coeso - racconta Valeria Musto - , cementato da vera amicizia, che si rivela in ogni occasione, gioiosa o triste. Amiche nella vita, legate e collegate anche al di là della musica». Eliana Daghetti aggiunge: «Un gruppo che si è modificato nel corso degli anni, ha sviluppato una sintonia straordinaria, quasi una chimica tra le voci, un affiatamento che il pubblico percepisce e apprezza. La polifonia vocale si è raffinata nel tempo, con esperienze vibranti e avvolgenti».La Casa delle Donne ha creduto in questo gruppo fin dall'inizio e ha concesso la sala prove. Voix Qui Dansent è anche associazione culturale, composta da Eliana Daghetti, Gabriella Fornero, Luisa Fornero, Lisa Gino, Dolly Giva, Mina Frons, Valeria Musto. «Al nostro attivo abbiamo concerti in varie località piemontesi, liguri e canavesane - raccontano -, spettacoli teatrali al Castello d'Ivrea e al Teatro Giacosa, partecipazioni a rassegne musicali e canore, spesso in collaborazione con Spazio Baobab, Musiche e Danze d'Africa, con sede in Ivrea. Abbiamo attivato il laboratorio di canto "Les Voix pour toi", già sold-out, che potrà essere riproposto in una nuova edizione». Il gruppo si è esibito in occasione di eventi benefici e di raccolta fondi; ultimo in ordine di tempo il Dragonboat Show, a favore del progetto Dragonflies Candia. --piera monti