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È ancora mistero sulle cause della morte improvvisa di Mattia Cossettini, il bimbo di 9 anni, di Tricesimo (Udine), che dallo scorso 2 gennaio si trovava in vacanza con la famiglia in un villaggio turistico di Marsa Alam, in Egitto. Il piccolo ha avuto un malore durante una gita in barca, ha perso i sensi per qualche attimo e, quando si è ripreso, ha accusato un forte mal di testa. Immediato il rientro dall'escursione e la visita nell'ambulatorio interno al villaggio internazionale dove la famiglia friulana era alloggiata. La prima diagnosi descriveva un possibile colpo di sole dovuto alla prolungata esposizione durante la gita. Il medico ha prescritto un ricostituente e riposo, non ravvisando la necessità di approfondimenti diagnostici.Ma poche ore dopo il bambino ha perso di nuovo conoscenza: a quel punto sono stati allertati i paramedici, che lo hanno accompagnato d'urgenza al primo soccorso.«Era un ospedale per modo di dire - hanno detto i genitori - Prima di intervenire con degli specialisti si è perso tempo prezioso». A quel punto, la situazione era pregiudicata e Mattia si è spento prima del trasferimento in una struttura maggiormente attrezzata. Sarà l'autopsia a stabilire cosa possa essere successo: non è ancora stabilito se l'esame sarà eseguito in Egitto o in Italia. Per ora manca il nullaosta delle autorità egiziane, che hanno aperto un'inchiesta, al momento senza indagati. Per i soccorritori, la morte sarebbe intervenuta per emorragia cerebrale.«Mattia aveva una salute di ferro - ha confidato, distrutto, il papà Marco - non ha mai avuto nulla di serio in vita sua. Era un bimbo pieno di vita, si era anche candidato al Consiglio comunale dei ragazzi». La sua grande passione erano i vigili del fuoco, ereditata proprio dal papà che fa parte, come volontario, del distaccamento di Codroipo. Ma aveva a cuore anche la propria comunità, tanto che nell'appello elettorale all'indirizzo dei coetanei per il Consiglio dei ragazzi, dello scorso mese di novembre, aveva messo al primo posto l'ambiente. «Vorrei fosse più pulito, rispettandolo di più ma anche mettendo più cestini per l'immondizia lungo le strade e sacchettini igienici per gli animali». La scuola frequentata da Mattia, nella vicina Tavagnacco (Udine), ha attivato un supporto psicologico per i compagni di classe. --