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Drammatico stallo nella crisi politica a Seul. La tanto attesa resa dei conti nei confronti del deposto presidente Yoon Suk Yeol per il suo maldestro e fallito tentativo di imporre la legge marziale nel Paese asiatico a inizio dicembre, non è avvenuta. Agli inquirenti sudcoreani che avevano tentato di eseguire un mandato di arresto per interrogarlo non è restato altro da fare che una retromarcia. «Troppo rischioso» eseguirlo, ha fatto sapere l'Ufficio investigativo sulla corruzione, precisando che le preoccupazioni per la sicurezza del personale sul posto hanno portato alla decisione di fermarne l'esecuzione. Dopo un'impasse durata quasi sei ore, i circa 80 poliziotti e investigatori entrati nel complesso presidenziale di Seul hanno dovuto abbandonare il sito dopo essersi trovati di fronte ad un vero e proprio «muro umano». --