Infortuni in strada? Risarcimenti, non sempre

IvreaI lettori e le loro preoccupazioni da risolvere sono al centro dei pensieri de La Sentinella del Canavese. Per la rubrica "L'avvocato risponde" la professionista eporediese Flavia Zarba è a disposizione per rispondere ai quesiti in materie legali. Questa settimana parliamo di infortuni in strada.Parola ai lettori«Cara avvocatessa, mia moglie, mentre camminava sul marciapiede, parlando al cellulare, è inciampata per il dislivello tra il marciapiede e il tombino. È stata soccorsa dai passanti e trasportata in ospedale, dove le hanno diagnosticato la rottura del femore. Come posso fare per ottenere un congruo risarcimento delle sue lesioni e della rottura del cellulare? Franco». L'avvocato risponde«Caro Franco, mi spiace molto per sua moglie. Il caso che mi ha descritto è un caso classico di danno derivante da una insidia del manto stradale la cui manutenzione è rimessa al Comune e, pertanto, è proprio al Comune che dovrà richiedere il danno con la prova dell'insidia stradale. Nello specifico, se il tombino è rialzato di pochi centimetri, dunque in maniera quasi impercettibile all'occhio umano, è facile inciampare e cadere. Al contrario, se il dislivello è abbastanza pronunciato, può essere chiamato in causa il caso fortuito. In questo caso la colpa non sarà più dell'amministrazione comunale. Nel suo caso mi pare che il dislivello fosse tale da non essere percepito da sua moglie mentre camminava e pertanto può integrare una situazione di pericolo occulto "per la sua oggettiva invisibilità e per la sua conseguente imprevedibilità". Dovrà pertanto provare l'invisibilità e l'imprevedibilità dell'ostacolo, che non hanno consentito a sua moglie di rendersi conto del pericolo pur usando la comune diligenza. Spero di essere stata chiara, premettendole, però, che spesso le amministrazioni comunali portano in giudizio il caso fortuito, ovvero la disattenzione del pedone che quotidianamente percorre la stessa strada in modo imprudente e negligente. Il caso che sua moglie fosse al cellulare potrebbe, infatti, interrompere il nesso causale esistente tra il danno subito e l'insidia causata dal bene in custodia, scagionando - almeno in parte - l'amministrazione comunale. In bocca al lupo!». --Flavia Zarba