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Un articolo nel testo della manovra depositata alla Camera mette in crisi le aziende del farmaco. È l'articolo 57 sulla "Rideterminazione delle quote di spettanza delle aziende farmaceutiche e dei grossisti e sostegno ai distributori farmaceutici": in pratica si riducono le entrate per le aziende produttrici di farmaci e questo, in una situazione già complessa per l'aumento dei costi delle materie prime, determina il rischio concreto che si possa andare incontro a serie carenze per vari tipi di farmaci. Le industrie, avverte l'associazione Egualia che rappresenta le aziende produttrici di equivalenti, biosimilari e Value Added Medicines, non riuscirebbero più a fare fronte ai costi di produzione ed a pagarne le conseguenze sarebbero in primis i cittadini. «Siamo sbalorditi: in manovra si riduce il prezzo ex factory dei farmaci - ovvero il prezzo negoziato fra l'azienda produttrice ed il Ssn, con l'aggiunta delle quote di spettanza dovute ai grossisti ed ai farmacisti - ma così ci rimetteranno i cittadini perché aumenta il rischio di carenze in farmacia e ospedale», spiega il presidente di Egualia Stefano Collatina, che ieri ha incontrato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato proprio per fare presente questa criticità legata alla riduzione delle quote di spettanza delle aziende produttrici a favore della distribuzione intermedia. «Siamo profondamente sconcertati - sottolinea -. A nulla servono gli allarmi ripetuti sull'urgenza di misure che garantiscano sostenibilità al comparto farmaceutico». --