A Cuorgnè si presenta lo studio sulla Madonna del gatto
CUORGNÈ Un autentico gioiello la Madonna del gatto, opera presunta di Leonardo da Vinci, che sarà visibile al Polo museale del Canavese che ha sede nei locali dell'ex Manifattura di Cuorgnè.Il laboratorio dell'istituzione diretta da Marco Cima, con la collaborazione di molti specialisti e di esperti internazionali del calibro di Martin Kemp e Jaques Frank, ha ultimato le indagini sul dipinto e presenterà l'opera e le conclusioni degli studi in una mostra che sarà inaugurata oggi, venerdì 18 ottobre, alle 18, e sarà visitabile fino al 5 novembre (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17).Si tratta di un dipinto su tavola di pioppo composto da un unico massello dalle dimensioni di 58,5 x 42,5 centimetri, contenuto in una notevole cornice rinascimentale a edicola, balzato agli onori delle cronache internazionali quando venne scoperto da un gallerista di Savona nel 1939. La composizione pittorica è organizzata secondo una rigida distribuzione con ripartizione della superficie in due triangoli combacianti, sommariamente definiti dalla bisettrice condotta dall'angolo in alto a sinistra dell'osservatore al corrispondente punto in basso a destra, con la narrazione principale raccolta prevalentemente nel triangolo di sinistra e la raffigurazione dell'architettura che la contiene in quello di destra. La scena che compone la narrazione è studiata per trasmettere un messaggio di serenità e di quiete. Essa comprende la veduta di un interno d'abitazione con due personaggi e un animale, tra cui una giovanissima donna, la Madonna, nell'atto di accudire il bambino dall'apparente età di circa un anno, raffigurato nudo e seduto su un cuscino. Tra i due vi è un piccolo gatto, forse un cucciolo, con il quale il bimbo ha familiarità ed è nell'atto di afferrarlo, mentre la donna ne accompagna il gesto con la mano destra. La storia recente del dipinto incomincia con la mostra su Leonardo, definita "la Leonardesca", anche se il titolo completo era "Mostra Leonardo da Vinci e delle invenzioni italiane" inaugurata il 9 maggio 1939 a Milano al Palazzo dell'Arte. Quando il critico d'arte e docente di Storia dell'arte Adolfo Venturi, padre della disciplina storico-artistica in Italia, la vide, scrisse: «Ho piacere di avere vissuto tanto da poter vedere quest'opera meravigliosa». Tutte le principali testate giornalistiche del mondo, dal Times alla Pravda, esaltarono la scoperta del dipinto del grande maestro, che seguiva ben cinque schizzi con lo stesso tema. Dopo quell'evento il quadro attribuito a Leonardo da Vinci, con la sua preziosa cornice, scomparve per poi ricomparire 65 anni dopo in una breve mostra, finendo, poi, tra le disponibilità del Museo cuorgnatese che presenterà l'opera al pubblico unitamente ai risultati delle analisi a cui è stata sottoposta per giungere ad una definitiva attribuzione del dipinto, unitamente al complesso di studi, analisi e comparazioni stilistiche che sono proposte al pubblico del Canavese a corredo della mostra. --Chiara Cortese