Cellulari ai minori? I genitori devono vigilare
IVREAPer la rubrica "L'avvocato risponde" la professionista eporediese Flavia Zarba è a disposizione per rispondere ai quesiti in materie legali. Questa settimana parliamo di cellulari in mano ai minore e responsabilità dei genitori.La parola ai lettori «Gentile Avvocato, mi rivolgo a lei per capire se e fino a che punto posso o devo controllare il cellulare di mio figlio di 12 anni. Gli abbiamo comprato il dispositivo e ora siamo molto preoccupati. È arrivata una circolare della scuola in cui si dice di proibire ai ragazzi l'uso di questi dispositivi durante le ore scolastiche controllandoli personalmente, ma vorrei capire se la legge prevede una responsabilità genitoriale. Grazie, Marisa».L'avvocato rispondeMarisa, grazie a lei per il quesito che mi dà l'opportunità di affrontare una tematica che spesso si lega al tema del cyberbullismo. Quel che più desta preoccupazione è i l'uso che, attraverso i cellulari, si possa fare dei social network in cui i giovani ormai son presenti in massa a prescindere dalla loro età e maturità. Le comunico, a tal proposito, che il Garante della Privacy ha bloccato l'accesso ai minori per i quali non si possa stabilire con certezza l'età. Tuttavia, è evidente la difficoltà di un controllo effettivo del rispetto del divieto di iscrizione ai minori al di sotto dei 13 anni, motivo per cui sono i genitori ad avere l'obbligo di vigilare sui dispositivi dei propri figli con conseguenti responsabilità in caso omissivo. Un interessante spunto sulla questione è stato fornito dalla recente giurisprudenza che ha ribadito la necessità di tutelare l'esercizio di un diritto di libertà da parte del minore (ossia del suo diritto di ricevere e comunicare informazioni e idee dagli altri), che trova però limite nella tutela della dignità della persona, specialmente se si tratta di un minore. In altre parole, non ha sbagliato nel comprare il telefono a suo figlio, perché così non ha limitato il suo diritto di espressione, ma è sempre necessaria una sua vigilanza o dell'altro genitore perché, non avendo ancora raggiunto un'adeguata maturità, potrebbe farsi deviare da un uso scorretto o da un uso in orari non consentiti. La responsabilità genitoriale impone, oltre all'educazione all'uso dei mezzi di comunicazione, ma anche una vera e propria attività di vigilanza, ad esempio con un'app a distanza. La sua educazione, Marisa, dovrà pertanto consistere nell'evitare che suo figlio cagioni danni a se stesso o a terzi con gli strumenti di comunicazione. --Flavia ZArba