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Andrea Scutellà / volpiano«Hanno ridato la dignità a quest'uomo che da due anni è sospeso dal servizio per un indirizzo di residenza. Lui ora rientrerà al lavoro e chiederà gli arretrati dello stipendio che non ha percepito. Finalmente è stata fatta giustizia». Sono accorate le parole dell'avvocata Gabriella Vogliotti, che ha difeso il vigile di Volpiano Paolo Busso condannato in primo grado per abuso d'ufficio e di accesso abusivo a sistema informatico per aver favorito Giuseppe Vazzana - per cui è stata confermata la condanna per associazione mafiosa - con alcune violazioni del codice della strada. Busso, infatti, è stato prosciolto in appello. La sua non è un'assoluzione piena, però, come richiesto dalla difesa in sede di discussione. L'abuso d'ufficio, infatti, è stato abolito a luglio dal disegno di legge Nordio. Mentre l'accesso abusivo al sistema informatico è stato ritenuto di "particolare tenuità" e in questo senso è stato assolto. Commenta così l'avvocato Giulio Calosso, parte civile per il Comune di Volpiano: «C'è stato un proscioglimento, ma i fatti comunque sono stati considerati come commessi. Sono stati cancellati i reati, cioè, ma non i favori».Assolto anche Domenico Aspromonte, difeso dagli avvocati Luca Maio e Michela Malerba, per cui in primo grado non aveva retto l'accusa di associazione mafiosa, ma solo una condanna a sei mesi per una bancarotta, cancellata con il processo di Appello.Confermata, invece, la condanna per associazione mafiosa per i fratelli Mario e Giuseppe Vazzana di Chivasso. Immutate le pene che aveva ottenuto il pm Valerio Longi della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Torino ha ottenuto dal collegio presieduto dalla giudice: 6 anni e 8 mesi per Giuseppe Vazzana e 6 anni e 11 mesi per il fratello Mario. Confermata anche la condanna per Antonio Agresta, arrivata in continuazione con altre pene che stava già scontando.Soddisfatto anche l'avvocato Andrea Castelnuovo che si era costituito parte civile per il Comune di Chivasso: «Prendiamo atto del fatto che la Corte d'Appello ha rigettato i ricorsi dei signori Vazzana. Attendiamo la motivazione della sentenza ma, visto che ha confermato quella di primo grado, riteniamo che la decisione del tribunale di Ivrea sia stata ritenuta più che corretta. La posizione dell'amministrazione del Comune di Chivasso è tracciata dal percorso di assoluta legalità che persegue da sempre e che posso sintetizzare così: non c'è spazio per nessuna attività legata direttamente o indirettamente alla criminalità organizzata nel territorio cittadino».L'indagine Platinum del pm Valerio longi ha fatto luce sulle ramificazioni economiche della 'ndrangheta in Canavese: ristoranti, bar, hotel. Preceduta da 13 anni tra indagini, arresti, maxi sequestri ed operazioni congiunte tra la Direzione distrettuale antimafia, le procure di Torino e Ivrea, i carabinieri, la guardia di finanza e la polizia hanno spalancato le porte sull'universo dell'economia sommersa e illegale della 'ndrangheta e delle sue profonde radici in Canavese: da Chivasso a Ivrea, passando per Volpiano e San Giusto Canavese. La prima fu Minotauro, nel 2011, l'ultima Echidna dei giorni scorsi con un vorticoso presunto giro di affari e di favori legati agli appalti autostradali. Anche l'Eporediese ci era finito in mezzo con l'operazione Cagliostro. --