Canale di Caluso Una vera bomba da disinnescare

CALUSOll canale demaniale di Caluso è una bomba (d'acqua) innescata e pronta ad esplodere se non si interviene, finanziando la realizzazione di laghetti per il contenimento del "troppo pieno" e vasche di laminazione". Il grido d'allarme arriva da Lodovico Actis Perinetto, presidente del Consorzio del canale De Brissac, all'indomani dell'alluvione che ha devastato alcuni Comuni dell'Emilia -Romagna: «Nel nostro piccolo la situazione del canale è una fotografia di quello avvenuto a Faenza, a Modigliana, a Cotignola, a Castel Bolognese: - incalza Actis Perinetto - l'esondazione di torrenti carichi d'acqua che scende dall'Appennino. Il canale, in caso di forti precipitazioni raccoglie le acque collinari e rischia di esondare nei Comuni che si trovano in pianura: a Caluso e nella frazione Rodallo, in particolare. E Poi a San Giorgio Canavese, a Barone. Situazioni che si sono già viste, ma che possono aggravarsi con i cambiamenti climatici in atto, caratterizzati da fenomeni piovosi sempre più intensi. Per contenerli non bastano gli interventi di arginature (alcuni stanno per decollare in questi giorni) La Regione Piemonte, proprietaria del Canale deve quindi intervenire con urgenza per evitare gravi danni all'economia del nostro territorio. Senza dimenticare che la realizzazione di invasi sarebbe utile nel caso contrario, quello della siccità. Il Consorzio è nato per gestire l'irrigazione, controlla il flusso del canale, chiude le paratie, interviene con le manutenzioni, ma non controlla la pioggia». Negli anni passati il corso d'acqua artificiale è uscito dagli argini in diverse occasioni: a Caluso erano state allagate alcune case di via Brissac e di via Martiri d'Italia. Nella frazione Rodallo la strada principale era finita sott'acqua. Due mesi fa la provinciale che porta nel centro di Orio era franata in un tratto per l'esondazione del canale che scorre a lato. Anche i vicini Comuni di Barone, e di San Giorgio sono a rischio. L' ex sindaco di San Giorgio, Andrea Zanusso, era riuscito a ottenere un finanziamento per la sistemazione di un argine franato: «Occorre quindi fare rete tra i Comuni attraversati dal canale - suggerisce il presidente del consorzio - per una progettazione condivisa. Con Barone avevamo finanziato uno studio per verificare lo scarico delle acque nel canale in caso di pioggia che andrebbe esteso a tutto il bacino orografico». --l. m.