Rita Montagnana e la mimosa fiore resistente per l'8 marzo
IvreaPrima donna nella storia dell'Italia repubblicana a ricoprire per tre legislature, tra il 1979 e il 1992, una delle tre massime cariche dello Stato, la presidenza della Camera dei deputati, Nilde Iotti (1920-1999) fu compagna di Palmiro Togliatti dal 1946 alla morte di lui nel 1964. Fu una grande donna, ancora oggi ricordata e ammirata, ma non meno grande fu Rita Montagnana (1895-1979), la moglie di Togliatti, che aderì al Partito comunista sin dalla sua fondazione e fu delegata al III Congresso dell'Internazionale comunista a Mosca. Nel 1924 sposò Togliatti, segretario del partito comunista italiano dal '38 al '64, da cui ebbe il figlio Aldo (1925-2011) e fu costretta alla clandestinità, espatriando in Unione sovietica, in Francia e Svizzera. Fu in Spagna nel corso della guerra civile spagnola, rientrò in Italia nel maggio 1944 e, dopo la liberazione di Roma, fu dirigente della sezione femminile del Pci e fondatrice dell'Unione donne italiane (Udi). A Ivrea, dal 2 giugno 1919, sono entrambe ricordate nella targa collocata accanto alla pista di pattinaggio dei Giardini Giusiana, dedicata alle 21 Madri dell'Assemblea costituente della Repubblica italiana. Una curiosità? Furono Rita Montagnana e un'altra Madre costituente, Teresa Mattei, entrambe iscritte all'Udi, a proporre di adottare la mimosa come simbolo dell'Otto marzo: la decisione fu messa ai voti e le donne dell'Udi votarono all'unanimità per questo fiore originario della Tasmania e introdotto in Europa a partire dagli inizi del 1800. La mimosa sbaragliò gli altri fiori in gara, anemoni e garofani, arrivati rispettivamente al secondo e al terzo posto. Si disse che la mimosa avesse vinto anche perché è un fiore che riesce a crescere, nonostante la sua fragilità apparente, anche su terreni difficili. --