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ivrea«Veniamo a portarvi un po'di calore, anche se sappiamo che il caldo in questo periodo non manca». Con queste parole, amplificate da microfono e casse, è iniziato il presidio di solidarietà promosso dagli anarchici piemontesi sotto le mura del carcere di Ivrea. Una quarantina di persone che si sono ritrovate nel pomeriggio di mercoledì 14 agosto per un "saluto", per portare solidarietà ai detenuti e porre una critica al sistema carcere e alle condizioni di vita dei reclusi in Italia. L'iniziativa a Ivrea è solo l'ultima di un più ampio programma di 4 giorni, che ha visto gli anarchici ritrovarsi nei giorni precedenti sotto le mura di tutte le carceri piemontesi: sabato 10 agosto alle Vallette, domenica 11 a Cuneo e a Saluzzo, lunedì 12 ad Alessandria e Asti, mentre nella mattinata di mercoledì 14 gli anarchici si erano già ritrovati sotto il carcere di Biella. Un presidio che nasce non solo come protesta verso le problematiche condizioni delle carceri italiane, nelle quali da inizio 2024 si contano quasi 60 suicidi, ma anche come supporto verso le diverse rivolte carcerarie avvenute nelle ultime settimane in diversi istituti penitenziari italiani. Durante il saluto sono infatti diversi i riferimenti alle problematiche specifiche del carcere di Ivrea, come il pesante sovraffollamento, le strutture fatiscenti e l'uso massiccio di psicofarmaci, così come alle rivolte che negli anni '60 e '70 portarono al miglioramento delle condizioni di vita all'interno degli istituti di pena. Gli anarchici non risparmiano critiche anche verso la politica: non solo verso la destra e il nuovo decreto sicurezza, ma anche contro il Partito democratico, la sinistra e i Radicali, accusati di interessarsi più alla propria immagine che alle condizioni dei detenuti, trasformando le visite in carcere in passerelle elettorali. Pesanti critiche ovviamente anche verso i regimi di carcere speciale, come il 41 bis: una lotta che ha da sempre caratterizzato il movimento anarchico italiano, ma accesasi in particolare circa un anno e mezzo fa con l'incarcerazione in regime di 41 bis dell'anarchico Alfredo Cospito, considerato dai giudici uno degli ideologi del movimento.Il presidio, della durata di circa un'ora, è continuato con diversi interventi in varie lingue, italiano, inglese e arabo, intervallati da canzoni, fumogeni e lanci di petardi. Imponente il dispiegamento di forze di sicurezza, che ha visto la presenza di 3 camionette della polizia antisommossa stazionare di fronte al carcere eporediese, coadiuvate da diversi mezzi di carabinieri e polizia locale posizionate lungo il perimetro della struttura, oltre a un folto numero di agenti della Digos. Non si sono registrati particolari scontri o incidenti. Verso le ore 18, sotto una pioggia battente, il presidio si è infine sciolto sulle note di "Nella mia ora di libertà", l'inno anti carcerario del cantautore anarchico Fabrizio De Andrè. --lorenzo zaccagnini