Senza Titolo
Tante medaglie, Francia sugli scudi. Ma non c'è rosa senza spine e quella che si è conficcata ieri mattina nel fianco di Parigi 2024 è fra le più dolorose: la Senna, il fiume che doveva essere diventato balneabile, fiore all'occhiello dei Giochi sostenibili, è ancora troppo pieno di batteri per consentire agli atleti del Triathlon di tuffarcisi come ha fatto la sindaca Anne Hidalgo una decina di giorni fa. Le gare di triathlon ieri mattina sono state rinviate a oggi, gli organizzatori ostentano ancora ottimismo perché «i valori sono molto vicini ai limiti» e il meteo è ampiamente favorevole a un processo di purificazione del fiume. Gli atleti, però, non ci stanno. Malcontento per essere posti a rischio di ammalarsi, ma soprattutto per i falsi allarmi, sveglia alle 4 e poi non si gareggia: «Quando ti svegli alle 4 e 20 per gareggiare alle Olimpiadi, e la gara non c'è...», protesta Kristian Blummenfelt, campione olimpico della specialità a Tokyo 2020. Il norvegese posta la foto del suo volto stravolto dalla levataccia inutile. Gli atleti, dopo giorni in altalena, fra delusioni e speranze, sono in rivolta: «Se la priorità è la nostra salute - protesta il belga Marten van Riel, due bronzi olimpici - la gara doveva essere spostata altrove da tempo. Siamo solo marionette in uno spettacolo di marionette». «Se le autorità competenti riterranno le acque della Senna idonee allo svolgimento delle gare di triathlon e assicureranno le condizioni di sicurezza previste, gli azzurri dell'Italia Team prenderanno parte alle competizioni senza problemi», si limita a dire il Coni. Per il Comitato parigino è un duro colpo, la «fiducia» professata a più riprese negli ultimi giorni si è dimostrata infondata. --