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IVREAIl campo della ristorazione e del mondo alberghiero è una strada sempre più percorribile e, mai come in questi ultimi tempi, per chi vuole iniziare un percorso di questo tipo le proposte che il Canavese offre sono davvero tante, a cominciare dai corsi di formazione che vengono svolti sul territorio.Dal Ciac di Ivrea all'istituto alberghiero salesiano di San Benigno Canavese, passando ad altri istituti alberghieri come quello di Chivasso e all'Ubertini di Caluso, fino all'École hôtelière di Châtillon, dedicati ai giovani che lo scelgono come scuola secondaria al fine di ottenere un diploma, il nostro territorio ha da sempre la prerogativa di formare persone che non si occupino soltanto di a stare dietro ai fornelli, ma che siano anche capaci di creare pietanze in grado di rappresentare il territorio attraverso il gusto. Ai corsi di formazione, in particolare nelle scuole professionali, possono prendere parte anche molte persone che hanno già un passato lavorativo e vogliono cambiare percorso. Così tra le proposte si può scegliere di diventare commis di sala, figura che fa da biglietto da visita ad un ristorante. In questo caso il comportamento da tenere nelle varie situazioni che coinvolgono i clienti sono il punto di partenza di un percorso formativo. Oltre al percorso triennale che è possibile seguire negli istituti scolastici di San Benigno, Chivasso e Caluso, un'altra possibilità è data dalle scuole professionali del settore. Sotto questo aspetto il Ciac formazione di Ivrea, nella sede Ferdinando Prat, offre la possibilità di entrare nel mondo della ristorazione non solo agli studenti, ma anche a chi sceglie di cambiare occupazione. Soffermandoci sul centro eporediese, è in programma l'attivazione di un corso di 500 ore totali, di cui 200 in stage, con attestato finale di qualifica professionale. I corsi sono destinati, in particolare, a persone disoccupate, iscritte al programma Gol (azione di riforma prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza dell'Italia) ed in possesso di licenza media. Il corso di addetto alle attività ristorative e ricettive, nello specifico, prepara gli allievi a diventare un aiuto cuoco all'interno di alberghi, ristoranti, ma anche imprese di catering e fast food, oltre ad altre realtà dedite all'alimentazione nel paniere occupazionale del Canavese, ma non solo. Quando il percorso formativo sarà terminato, si sapranno utilizzare le attrezzature e le tecniche di cucina, gestire le materie prime e gli spazi frigoriferi, ma anche preparare fondi e salse madri, oltre a conoscere un altro aspetto molto importante, ossia quello del rispetto delle norme igienico-sanitarie e saper applicare il piano Haccp, che riguarda le regole di somministrazione di cibi e bevande. Un altro modo di apprendere i rudimenti del mestiere è quello di cominciare a lavorare direttamente all'interno di una struttura, che sia un albergo o un ristorante. L'apprendistato resta, infatti, uno dei metodi più apprezzati dai giovani, perché le competenze si acquisiscono direttamente sul campo. L'opzione, inoltre, è anche il passaggio successivo alla formazione professionale e alberghiera, perché consente di mettere in pratica cosa si è imparato durante il percorso scolastico. --