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Ora tocca a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione uscente e in pectore allo stesso tempo, dopo il sì del Consiglio europeo. C'è un solo passo che la separa da un bis sul quale non tanti fino a poco tempo fa avrebbero scommesso: il voto della Plenaria dell'Eurocamera. Da qui alla metà di luglio sarà von der Leyen a gestire la fase meno nobile dei negoziati per la sua rielezione. Blindare la riconferma Non sarà facile, anche perché lo strappo dell'Italia al summit Ue è destinato a rafforzare la trincea anti-destre di Socialisti e Liberali. L'obiettivo, per Ursula, resta lo stesso: blindare la sua conferma e disinnescare i franchi tiratori senza snaturare il mandato che si appresta ad iniziare. Con il gruppo S&D e quello Renew von der Leyen, nei giorni scorsi, ha già parlato. Entrambi le hanno spiegato che la linea rossa è l'alleanza con Ecr: in quel caso il loro voto favorevole verrà a mancare. Il socialista Antonio Costa, comunque vadano le cose, sarà presidente del Consiglio europeo. Il destino della liberale Kaja Kalla è al momento legato, invece, a quello di von der Leyen.Una netta apertura a Ecr troverebbe il cancelliere tedesco Olsf Scholz nettamente contrario. Una parte dei Socialisti, poi, spingerà ulteriormente per allargare il dialogo ai Verdi. Si tratta di una strada che non entusiasma Weber, e sulla quale Antonio Tajani ha più volte ribadito la sua contrarietà. la corsa ai vicepresidenti esecutivi Parallelamente entreranno nel vivo le trattative per le deleghe nella futura Commissione. Von der Leyen non vuole un secondo mandato in continuità. La corsa ai vicepresidenti esecutivi è per pochi ma è serrata: Italia, Francia, Spagna e Polonia sono in partita. Difficile, tuttavia, che uno dei portafogli economici non vada a un falco del Nord. Lo strappo di Meloni è stato già assorbito dal gotha comunitario. «Il Consiglio europeo non è un circolo di tecnici, bensì di politici, tutti con le proprie famiglie politiche e i propri orientamenti. Quindi capisco il voto della prima ministra italiana, con cui conto comunque di collaborare strettamente, così come con gli altri 26», ha sottolineato Costa. A Bruxelles, il futuro presidente del Consiglio europeo, von der Leyen e Kallas hanno avuto il loro primo incontro. Strette di mano e sorrisi, per questo «touchdown», ha scritto von der Leyen su X, dove ha assicurato «saremo una grande squadra». Von der Leyen, spiegano fonti europee, ha sempre lavorato benissimo con Costa, a cominciare dal periodo pandemico. Con Kallas la sinergia sull'Ucraina, negli ultimi due anni, ha rinsaldato rapporti mai comunque altalenanti. Una volta incassato il sì di Strasburgo von der Leyen si metterà a testa bassa a definire programma e Commissione. Prima, tuttavia, è chiamata all'ultimo capolavoro: far convergere su di lei i voti di Verdi e meloniani senza siglare alleanza. --