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A Mosca le voci più ostili verso l'Occidente non nascondono l'esultanza per le sconfitte elettorali delle leadership dei due Paesi considerati all'avanguardia nel fronte anti-russo. Il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz, afferma l'ex presidente Dmitry Medvedev, pagano per «l'inetta politica di fornire sostegno alle autorità dell'Ucraina a spese dei loro cittadini e delle loro idiote politiche riguardo all'economia e alla migrazione». Ma il Cremlino ammette che dal voto esce un Parlamento in cui prevarrà ancora una linea «pro-Ucraina». E questo per la «mancanza di concorrenza leale», denuncia la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. Il voto, ha accusato Zakharova, è stato caratterizzato da «restrizioni severe» a causa di «una campagna antirussa sfrenata». Perciò «le forze politiche che si oppongono allo sconsiderato confronto con la Russia, dannoso per la stessa Unione Europea, sono state oggetto di discriminazioni e spesso di pressioni e vessazioni dirette». Dalle elezioni, ha aggiunto la portavoce, esce quindi un'assemblea che manterrà «l'attuale corso politico autodistruttivo dell'Ue basato sulla russofobia». Medvedev non ha trattenuto invece la gioia per le difficoltà di Macron e Scholz. «Vedrete cosa arriverà ancora», ha messo in guardia l'ex capo dello Stato, attualmente vice segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale. Gli ha fatto eco Vyacheslav Volodin, presidente della Duma, la camera bassa del Parlamento. «La vergogna dell'Europa, Macron e Scholz, hanno perso miseramente», ha proclamato lo speaker. «I risultati in Francia e Germania - ha proseguito - sono prevedibili. L'economia è stagnante, c'è una crisi migratoria e questi Paesi, in contrato con i loro interessi nazionali, sono coinvolti nella guerra in Ucraina». Reazioni scontate, se si considera che Parigi e Berlino hanno sostenuto la necessità di consentire a Kiev di utilizzare armi fornite da Paesi Nato anche per bombardare il territorio russo. Non solo. Macron ha dapprima ipotizzato l'invio di truppe occidentali in Ucraina e poi di istruttori, oltre che annunciare la fornitura di caccia Mirage alle forze di Kiev. La scorsa settimana, invece, il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha sostenuto che la Germania si deve preparare a una guerra con la Russia entro il 2029. --