Iachi Bonvin condannato a cinque anni «Speravo nell'assoluzione, sono pentito»

Mauro Giubellini / IVREAEsiste una verità processuale e una verità fattuale. E poi esistono i sentimenti umani: la rabbia, il pentimento, il rancore, l'empatia. L'iter giudiziario, nel suo primo grado di giudizio, si è espresso su Marcellino Franco Iachi Bonvin, 71 anni, tabaccaio di Pavone che sparò ed uccise la notte del 7 giugno 2019, uno dei ladri che gli stavano svaligiando il negozio, condannandolo a cinque anni di reclusione. Il pubblico ministero ne aveva chiesti dodici. Inizialmente, prima della riformulazione del capo d'accusa, erano 24 anni. I familiari della vittima, Ion Stavila, 24 anni, originario della Moldavia, sono stati risarciti con poco più di 20mila euro. La giudice Valeria Rey del tribunale di Ivrea, ieri mattina, giovedì 30 maggio, ha condannato il commerciante per omicidio volontario con il rito abbreviato. In sostanza i legali di Marcellino Franco Iachi Bonvin, gli avvocati Mauro Ronco e Sara Rore Lazzaro hanno convinto la corte a riconoscere al loro assistito tutte le tre attenuanti possibili: quelle generiche, l'avvenuto risarcimento del danno e, soprattutto, la «provocazione» subita dal tabaccaio. Il 71enne, va ricordato, era stato inizialmente accusato di omicidio colposo per eccesso di legittima difesa. Era presente in aula e non ha evitato il contatto coi giornalisti. Anzi, parlare pubblicamente dell'accaduto, fuori da un'aula di tribunale, è stata per lui una liberazione.«Sono abbastanza deluso perché ero convinto dell'assoluzione» anche se la condanna tuttavia, rispetto a una richiesta iniziale di ventiquattro anni, poi scesi a dodici, risulta mite. Una vittoria per un principe del foro ed esperto come Mauro Ronco ed un legale, Sara Rore Lazzaro, che non si è abbattuta quando processualmente le cose sembravano andare male per Bonvin.«Ora attendiamo le motivazioni della sentenza per procedere al ricorso in appello», assicurano. Intanto il tabaccaio spiega come «in questi anni ho cercato di continuare a fare il padre e il nonno, ma con sofferenza».La dinamica di cosa accadde quella notte maledetta è stata oggetto di una furiosa battaglia tra periti.Per quello dell'accusa il tabaccaio sparò dal balcone di casa, prendendo la mira. Per quello della difesa invece fece fuoco in cortile quando si trovò di fronte i ladri e uno di questi lo minacciò con una spranga acuminata.«In ogni caso, in entrambe le versioni, la legittima difesa è chiara», sottolineano Ronco e Rore Lazzaro. «Non ho fatto altro che difendermi - aggiunge Iachi Bonvin - ma da persona normale ho sofferto molto in questi anni per quello che è successo». Ripetendo nuovamente che «da papà e da nonno ho convissuto con l'ansia e con il rimorso» e poi la frase che apre un nuovo capitolo in quella verità che non è quella giudiziaria. E neppure quella reale. È quella dei sentimenti umani: «Non rifarei nulla, piuttosto mi sparo in un piede» ha detto. La sua tabaccheria, che in quel periodo era data in gestione, è tornata ai figli «ma non so se ho fatto loro un regalo o gli ho procurato una pena», ha detto il 71enne ricordando che «il mio negozio era stato più volte preso d'assalto da ladri e rapinatori. In alcune occasioni ho anche rinunciato a fare denuncia tanto era grande la mia rassegnazione». E poi entra nel dettaglio: «Avevo già subito diversi furti. La prima volta, con un tombino, mandarono in frantumi la vetrina - racconta il tabaccaio -. Saldai tutti i tombini attorno a casa, ma non servì a nulla, perché pochi giorni dopo li presero altrove e fecero altrettanto. Ci sono stati anche altri furti, alcuni nemmeno denunciati». I complici della vittima non sono mai entrati nel processo. Avrebbero dovuto rispondere di furto aggravato e per avere rubato il giorno prima, a Ivrea, il furgone utilizzato per la razzia. La posizione di entrambi è stata però stralciata con la riforma Cartabia: il caso di Pavone fu il primo dopo l'entrata in vigore della nuova legge sulla legittima difesa voluta dall'allora ministro dell'Interno, Matteo Salvini che si schierò subito a fianco di Bonvin. --