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È Claudio Sforza il manager chiamato a prendere il posto di Massimo Renon come amministratore delegato di Benetton, col compito di portare il gruppo di abbigliamento fuori dalla palude in cui è finito. Il suo nome, scelto dalla famiglia di Ponzano Veneto, è uscito dopo la riunione del cda che ha approvato all'unanimità - presenti anche il presidente Luciano Benetton e lo stesso Renon - i conti del 2023, chiusi con un rosso di 230 milioni. L'identikit Romano, classe 1957, Sforza vanta una lunga serie di incarichi di primo livello in una sfilza di aziende pubbliche e private come Astaldi, Ilva, Gamenet, Poste Italiane. La sua nomina ufficiale avverrà all'assemblea di Benetton convocata per il 18 giugno. L'appuntamento sarà preceduto da un board dell'unico azionista Edizione, chiamato ai indicare anche gli altri candidati per rinnovare l'intero cda. Laureato in Economia a La Sapienza di Roma, Sforza ha iniziato la carriera Pfizer per poi passare alle telecomunicazioni, con ruoli in Italcable, Iritel, Netscalibur, dove è stato direttore generale, per approdare poi in IT Net come ceo. In Wind ha guidato la divisione commerciale e ha trascorso, in seguito, altri otto anni in Poste come chief financial officer. È stato successivamente ceo di Gamenet. Dopo aver lavorato all'Ilva come chief operating officer è stato procuratore per la gestione e liquidazione degli asset del patrimonio destinato di Astaldi. Le sue esperienze in società commissariate devono averlo portato a conoscere Enrico Laghi, oggi a.d. di Edizione, la holding presieduta da Alessandro Benetton. Ed è da lui che sarebbe stato suggerito il nome di Sforza. L'impegno Per il nuovo ceo di Benetton, cui viene riconosciuta una indubbia capacità di gestione dei conti, si profila un lavoro duro per ristrutturare e a dare un futuro al gruppo. Benetton ha infatti archiviato il 2023 con rosso da 230 milioni e si prepara a ripartire grazie ad un'iniezione di 260 milioni da parte della cassaforte di famiglia, che così rimette carburante al gruppo per l'ennesimo rilancio. A Ponzano il cda ha dato il via libera all'unanimità al bilancio 2023 e alla perdita netta monstre che risente anche di 150 milioni di svalutazioni, a fronte di ricavi che sfiorano 1,1 miliardi e un risultato operativo negativo per 113 milioni. Il patrimonio netto è invece pari a 105 milioni. Ma la lente, non è ora tanto al bilancio, quanto al prossimo futuro dell'azienda. Messa in un angolo in un mercato che ha visto oltre 20 anni fa entrare in campo nomi come H&M e Zara, la catena dei maglioncini colorati in dieci anni ha digerito perdite per 1 miliardo, sempre però ripianate dai Benetton. Sarà anche un gruppo diverso per l'addio di Luciano, anticipato con un duro sfogo nei confronti dell'attuale ceo Renon e della sua squadra, colpevoli a suo dire di avergli nascosto un buco che è stato uno shock, da togliere il fiato, per chi negli anni '60 ha fondato l'azienda con la sorella Giuliana e i fratelli Gilberto e Carlo. --