Senza Titolo

Andrea Scutellà / calusoMaria Rosa Cena, 76 anni, architetta, guida la lista civica "Caluso per continuare". Punta molto sulle opere realizzate nei dieci anni da sindaca e ha spiegato di voler terminare il suo programma, interrotto dalla pandemia.Il turismo, nella città del vino Erbaluce, potrebbe essere un volano economico. Cosa si può fare per svilupparlo, anche in sinergia con i Comuni vicini?«Essendo Caluso la città del vino Erbaluce, l'impegno sarà quello di continuare a promuovere il vino Doc e Docg Erbaluce di Caluso nelle sue tre declinazioni, coinvolgendo attivamente le associazioni calusiesi e gli operatori di categoria. Si cercherà inoltre di creare un percorso turistico in collaborazione con i comuni limitrofi che coinvolga tutti i luoghi di interesse storico e artistico, le strutture ricettive, le cantine. Si favorirà l'unione dei percorsi identificati attraverso le "pietre bianche" presenti nel Canavese. Verranno inoltre installati pannelli informativi digitali con informazioni turistiche». Caluso è una città commercialmente viva, ma non c'è un distretto del commercio, né un'associazione di commercianti. Come si possono favorire le attività calusiesi?«Aderire al Distretto del Commercio è uno degli obiettivi del nostro programma, inoltre, si cercherà di organizzare eventi di qualità per la promozione delle eccellenze locali e di agevolare l'avvio di nuove attività commerciali, artigianali e di servizi da parte di aspiranti imprenditori riducendo la burocrazia, semplificando i regolamenti comunali e premiando i comportamenti virtuosi. Proseguire nel riconoscimento del ruolo delle "imprese storiche" è un altro dei nostri obiettivi».Nelle frazioni di Caluso vive quasi un terzo della popolazione. C'è un tema di servizi, come gli ambulatori infermieristici e uno di collegamenti con il centro, come le ciclopedonali. Su cosa puntare?«Gli ambulatori infermieristici erano già previsti nel programma elettorale della nostra precedente legislatura. Nella frazione Rodallo ne è stato realizzato uno in via sperimentale. L'affluenza allo stesso che, da subito, è venuta a mancare non ha giustificato l'implementazione di altri ambulatori. È nostra intenzione riprendere il progetto coinvolgendo nuovamente i cittadini per favorire l'uso di questo servizio includendo anche percorsi di collegamento tra le frazioni e tra frazioni e capoluogo. Relativamente alle piste ciclopedonali, il nostro programma prevede un piano di collegamento tramite una rete viaria protetta da delimitare con installazione della segnaletica verticale. Verrà inoltre completato il tratto della ciclabile Arè-Caluso».Tante associazioni sportive, pochi impianti. Quali sono le opere più urgenti ?«È già definito lo studio di fattibilità generale della riqualificazione dell'area del centro sportivo di Arè. Abbiamo inoltre disponibile il progetto esecutivo di due campi da padel, con annessi spogliatoi, e siamo in lista per il finanziamento. Nel Parco Spurgazzi è prevista la realizzazione di un "percorso vita" e un "percorso salute" in collaborazione con l'Asl/To4 per l'attività fisica adattata all'aperto». A Caluso manca un salone pluriuso per le associazioni. È un'opera importante, secondo voi?«Siamo consapevoli della necessità e importanza di uno spazio da dedicare a eventi e convegni. Il nostro programma prevede la ricerca di una struttura, possibilmente già esistente per evitare il consumo di suolo pubblico, da adibire a salone pluriuso». --