Senza Titolo
Non è un'ossessione, ma dopo la finale persa di Roma, è la domanda più ricorrente e impertinente che precede l'appuntamento di Dublino, dove, se l'Atalanta sogna il suo primo trofeo internazionale nei suoi 117 anni di storia, Gian Piero Gasperini insegue quella medaglia che finora gli è mancata in una carriera ricca di consensi e plusvalenze, ma ancora ferma a zero titoli. A 66 anni compiuti, vincere stasera all'Aviva Stadium contro la corazzata Bayer Leverkusen, per il «Gasp», sarebbe un premio strameritato, il riconoscimento per un tecnico innovativo e visionario, secondo alcuni; conferma d'obbligo per dare valore ai suoi otto anni sulla panchina orobica, secondo altri. Di certo sarebbe il modo ideale per quell'addio in estate, che appare probabile. «Si dice che il momento giusto è quando vinci, perché non cali nella considerazione - il commento di Gasperini -. Però non pensiamo mai a quando si lascia». La partita più importante Un carico di pressione extra che alla vigilia della partita più importante della sua carriera (per sua stessa ammissione), Gasperini ha cercato di disinnescare: «Non credo che vincere una coppa faccia necessariamente sempre parte dei parametri con cui giudicare il successo. Ognuno ha i propri obiettivi. Quando riesci a raggiungerne molti, come è successo all'Atalanta in questi anni, devi comunque ritenerti soddisfatto. Ovvio poi che se riusciremo ad aggiungere anche una coppa, saremo ancora più contenti». Il riferimento è alle quattro qualificazioni in Champions League nelle ultime sei stagioni, l'ultima delle quali ottenuta matematicamente cinque giorni fa, grazie alla vittoria di Lecce. De Roon non ce la fa La Dea sarà sostenuta nella capitale irlandese da ottomila tifosi. «È un momento speciale per tutta la città, e noi lo sentiamo. Sappiamo che l'attesa è enorme, e noi siamo i primi a voler regalare qualcosa di importante a Bergamo, anche per quello che ha attraversato negli anni della pandemia», le parole di Gasperini, che dovrà rinunciare al suo capitano Marten De Roon, fermato da un problema agli adduttori («personalmente sono dispiaciuto dell'assenza di De Roon - commenta Gasperini -, per il valore in campo del giocatore e perché meritava una finale: ha dato tantissimo all'Atalanta, dispiace debba perdere proprio la partita più importante»), ma che ritroverà (probabilmente dal primo minuto) Kolasinac. Un ritorno essenziale per una linea difensiva che sarà chiamata agli straordinari. «Sono i risultati a parlare per il Leverkusen, una squadra molto solida, che gioca in modo compatto, con molto ritmo e tecnica in attacco. Ma a noi non manca un po' di autostima, e abbiamo qualità che possono metterli in difficoltà». E Xabi Alonso non si fida: «Non esistono segreti: conosciamo come gioca l'Atalanta e loro ci hanno studiato. Ci attende una partita intensa, e speriamo anche bella. Noi è dall'inizio della stagione che ci siamo preparati per sfide come questa. I miei sono pronti, li vedo ben preparati e ho la sensazione che stavolta sarà uguale al resto della stagione. Rispetto l'Atalanta - sottolinea -, squadra alla quale Gasperini ha dato una chiara identità di gioco, ma abbiamo già dimostrato ciò di cui siamo capaci e per questo ho fiducia: penso che vinceremo». --