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In piazza Colón, a Madrid, domenica si è sentita più volte «Bella ciao». Era la colonna sonora della protesta «Tutte contro il fascismo», indetta per contestare la convention dei conservatori europei (Ecr) e di Vox. La scelta della location non è stata casuale: lì, di solito, si radunano infatti le destre per le loro iniziative più importanti. Questa volta, invece, la manifestazione era di cittadini e attivisti allarmati dalla presenza in città di una lunga lista di «esponenti dell'ultradestra internazionale». A questa iniziativa hanno partecipato circa mille persone. Ma nel corso del fine settimana le manifestazioni di dissenso rispetto alla kermesse della destra radicale sono state diverse, con l'impegno di diversi soggetti: dai sindacati ai leader politici della sinistra, passando per collettivi sociali di diverso tipo. «Sapete perché l'internazionale dell'ultra-destra ha scelto propria la Spagna per riunirsi?» - diceva sabato in un comizio il premier socialista Pedro Sánchez - «perché noi, come società, rappresentiamo tutto ciò che loro odiano». Nella manifestazione di piazza Colón le più combattive sono state le femministe argentine, indignate dopo l'arrivo a Madrid del presidente Javier Milei, invitato d'onore di Vox. «Milei, spazzatura, sei la dittatura», scandivano in coro, mentre una di loro, microfono in mano, sosteneva che «le sue proposte e la sua retorica hanno il solo obiettivo di rafforzare il patriarcato e l'oppressione» Insieme a loro, in piazza c'erano anche attivisti europei, tra loro il polacco Franek Broda, nipote dell'ex primo ministro Mateusz Morawiecki. «Mio zio è alla convention dei leader dell'estrema destra, mentre io sono qui per ricordargli che il 9 giugno, alle elezioni europee, noi riusciremo a fermarla», ha detto nel prendere la parola in pubblico. E poi è stato lui stesso a lanciare uno dei cori più ripetuti durante la protesta, il «No pasarán!», la parola d'ordine storica dei repubblicani spagnoli contro i franchisti all'epoca della guerra civile. Tra i manifestanti - alcuni avevano in mano cartelli con la scritta «No al fascismo», altri portavano simboli pro-Palestina - c'era anche Irene Montero, capolista di Podemos alle europee. --