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Già al potere da quasi un quarto di secolo, Vladimir Putin si è insediato per la quinta volta al Cremlino, promettendo ai russi la «vittoria» dopo questo «periodo difficile» e assicurando all'Occidente di essere pronto a dialogare se dall'altra parte ci sarà un cambio di politica. E l'Ue non ha risposto compatta all'appello di Bruxelles di disertare la cerimonia, con sei Paesi - tra cui la Francia - che hanno deciso di far presenziare i loro ambasciatori, nonostante le relazioni particolarmente tese tra Parigi e Mosca dopo l'ipotesi ventilata da Emmanuel Macron di inviare truppe occidentali in Ucraina. Putin ha prestato giuramento sulla Costituzione davanti a quasi 2.600 invitati. Tra loro anche orfani di soldati caduti. Proprio ai militari impegnati in Ucraina il presidente ha rivolto le prime parole del suo breve discorso: «Mi inchino - ha detto - ai nostri soldati che partecipano all'operazione militare speciale». Un'operazione in cui secondo Putin, Mosca sta resistendo al tentativo della Nato di infliggere una sconfitta strategica alla Russia a compimento di un processo pluridecennale. «Ma non rifiutiamo il dialogo con gli Stati occidentali - ha affermato -. La scelta spetta a loro». Le sue parole giungono dopo un crescendo di tensioni con l'Occidente. Lunedì i vertici militari di Mosca avevano annunciato esercitazioni per l'uso di armi nucleari tattiche ai confini ucraini e ieri anche quelli bielorussi hanno detto di avere avviato ispezioni per verificare il grado di prontezza dei sistemi di lancio delle testate nucleari tattiche fornite dalla Russia, in particolare sugli Iskander e sui bombardieri Su-25. Ma il presidente Alexander Lukashenko ha sottolineato che tali armi servirebbero solo a scopo di difesa. --