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Un ritorno a mezzo servizio sulla scena degli impegni pubblici che non scioglie tutte le incognite, ma certo fa tirare un sospiro di sollievo al Regno Unito. Re Carlo III riavvolge il film di questo inizio d'anno maledetto per la monarchia britannica e si ripresenta alla platea dei sudditi per il primo appuntamento ufficiale fra la gente da oltre tre mesi, dopo la diagnosi di cancro svelata urbi et orbi a febbraio e i risultati «molto incoraggianti» (parola dei suoi medici) d'una prima fase di terapie tuttora in corso. Una rentrée all'insegna dei sorrisi e del contatto umano per il monarca 75enne, affiancato dall'inseparabile regina Camilla, pilastro della sua vita. Ma pure un momento altamente simbolico, vista la meta prescelta per la visita d'esordio di questa sorta di nuovo inizio, nel rispetto di quanto preannunciato da Buckingham Palace venerdì: l'University College London Hospital e l'annesso Macmillan Cancer Centre, istituto oncologico d'eccellenza sull'isola dove la coppia reale si è soffermata a parlare fitto fitto con medici, infermieri e soprattutto pazienti, non senza far rilanciare dalla viva voce di Sua Maestà un accorato messaggio a favore della prevenzione, dei controlli, delle cure «precoci» come armi «cruciali» per affrontare una malattia che non fa distinzioni fra teste coronate e non. Accolti già fuori dall'ospedale da fan e curiosi, e poi fra le corsie da mazzi di fiori e auguri, Carlo e Camilla hanno cercato in tutti i modi di dare un'immagine incoraggiante. L'affetto «Non sei solo», hanno fatto sapere al monarca alcuni dei presenti, in uno scenario in cui a tratti il primogenito di Elisabetta II - neo patrono del Cancer Research UK - è parso scambiare confessioni intime, persino qualche inusuale contatto fisico fatto di strette di mani prolungate con i malati: quasi come un paziente tra i pazienti. «Sto bene», ha detto fra l'altro a una di loro, Asha Miller, in chemioterapia, rispondendo all'affettuoso «come si sente?» che la donna gli aveva rivolto stando a quanto da lei stessa raccontato più tardi ai giornalisti. Già dalla settimana prossima, intanto, a rubare la scena in casa Windsor sarà un fugace rientro in patria del principe ribelle Harry, in arrivo entro l'8 maggio per partecipare al decimo anniversario degli Invictus Games, giochi sportivi riservati ai militari mutilati. Anche se non si sa se vi sarà spazio per un inconto fra padre e figlio, dopo la visita fatta dal duca di Sussex al genitore a febbraio all'indomani della notizia di un cancro la cui natura resta per ora imprecisata. --