San Giusto, dal 6 maggio l'obbligo dei sacchi arancioni
san giusto canaveseDa lunedì 6 maggio anche il Comune di San Giusto Canavese introduce l'obbligo di utilizzare i soli sacchetti trasparenti arancioni per il conferimento dei rifiuti indifferenziati: quelli che non vanno già a finire nelle campane per la raccolta del vetro e della plastica, degli abiti usati, oppure nei centri di raccolta.Di rifiuti da mettere nel sacchetto arancione con il marchio di Scs (Società canavesana servizi), per un peso massimo di 5 chili, ne restano pochi: cd, pannolini, penne, mascherine. Intanto l'amministrazione comunale, nella serata dello scorso giovedì al salone Gioannini, ha organizzato un incontro per rispondere agli interrogativi dei residenti. E ha distribuito un opuscolo che insegna il modo corretto di smaltire i rifiuti. I sacchi arancioni vengono distribuiti al piano terreno del Comune di San Giusto il lunedì (ore 15-18), il giovedì (14.45-15.15) e il sabato (9-12). Ogni famiglia, indicativamente, ha diritto a utilizzare un sacco alla settimana che va lasciato davanti casa ogni lunedì mattina, giorno di raccolta. Eventuali altri sacchi non verranno più ritirati, mentre gli addetti della Scs vigileranno sul buon andamento dei conferimenti. «La misura - ricordano dalla direzione di Scs - è finalizzata a rispettare i limiti di produzione del rifiuto pro capite e migliorare la raccolta differenziata che aveva registrato una flessione». I sacchi arancioni venivano distribuiti già dal 2021, ma il loro utilizzo non era obbligatorio. «Le ragioni che ci hanno portato a rendere indispensabile la sua adozione sono molteplici - ricordano da Scs - la necessità di migliorare la qualità della raccolta differenziata. Il sacco nero o similare non permette, infatti, di controllare quali rifiuti vengano inseriti e, oltre al vero e proprio rifiuto indifferenziato, spesso si intuiscono, senza bisogno di aprire i sacchi, anche imballaggi in plastica e vetro, apparecchiature elettriche ed elettroniche, sfalci da giardino, organico. La Regione Piemonte ha imposto (Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani deliberazione n. 140-14161 del 19 aprile 2016) come limite del rifiuto indifferenziato pro capite massimo 159 kg e per il 2025 si scende a 126». Occorre quindi restare in questi limiti, se si vogliono evitare le sanzioni. Altro aspetto non trascurabile collegato al conferimento del rifiuto indifferenziato sono i costi di smaltimento: a maggiore produzione corrisponde maggiore costo per i Comuni e, quindi, per i cittadini che dovrebbero avere interesse a differenziare bene tutte le frazioni per recuperare contributi dallo smaltimento e riciclo degli imballaggi in plastica e vetro e dalla riduzione dei rifiuti indifferenziati.Il sacchetto Scs permette, inoltre, di uniformare la gestione per tutti i cittadini: è semitrasparente. Rendendo possibile la verifica della qualità dei rifiuti; ha una portata massima di 5 kg, impedendo così un carico eccessivo; viene distribuito con una dotazione fissa per ciascuna famiglia (variabile però a seconda dei Comuni), imponendo una autolimitazione sulle quantità inserite. --Lydia Massia