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«Nessuna richiesta diretta da parte del governo italiano (o di qualsiasi altro importante mezzo di informazione) al governo ungherese renderà più semplice difendere la causa di Salis, perché il governo, come in qualsiasi altra democrazia moderna, non ha alcun controllo sui tribunali»: così sul social X , Zoltan Kovacs, portavoce del governo ungherese.«È tutto politicizzato»: ha commentato senza stupirsi più di tanto Roberto Salis. Non è la prima volta che figure istituzionali di Budapest intervengono sul processo che vede imputata sua figlia Ilaria con l'accusa di aver aggredito dei militanti di estrema destra e quindi il post pubblicato ieri pomeriggio da Kovacs suona solo come la conferma di una sensazione che è diventata certezza nel corso del processo. --