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Continuare a lavorare, cercando altre strade perché è inutile insistere a percorrere quelle che finiscono contro il muro della giustizia ungherese. E cambiare interlocutori istituzionali perché la linea del governo, e in particolare quella del ministro della Giustizia Carlo Nordio, si è rivelata «un buco nell'acqua»: Roberto Salis non ha nessuna intenzione di smettere di combattere per sua figlia Ilaria e, dopo la delusione di ieri, ha scritto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo un suo intervento. Già il 17 gennaio aveva mandato al Quirinale una pec e subito aveva ricevuto risposta dal presidente che «nella mia esperienza si è dimostrato l'unico che risponde con senso d'urgenza alle problematiche di un cittadino italiano».Le parole Gli ha scritto ancora «una lettera molto asciutta» nella speranza che «smuova il governo italiano, perché evidentemente non ha fatto quello che doveva fare», citando ancora l'articolo 3 della Costituzione «perché lui è il garante del fatto che tutti i cittadini sono uguali di fronte alle legge e ora le diverse sentenze per mia figlia e per Gabriele Marchesi hanno mostrato che due cittadini italiani stanno avendo due trattamenti diversi». La decisione del tribunale di Milano di fatto complica l'iter giudiziario dell'attivista milanese, alzando il livello di scontro tra i tribunali dei due paesi che negano reciprocamente l'estradizione dei due imputati nello stesso processo. La strategiaLo sa bene Roberto Salis, che ha comunicato a sua figlia l'esito del processo milanese: «Nonostante ovviamente la decisione presa non la favorisca, era estremamente contenta e soddisfatta perché giustizia è stata fatta per Gabriele». Continuerà a lottare quindi, non tanto con un ricorso contro la decisione di giovedì «su cui non mi faccio grandi illusioni», quanto piuttosto coinvolgendo il Capo dello Stato «perché intervenga lui su Orban» e non più il governo: «Non mi ha chiamato nessun ministro. Quando qualcuno che ricopre cariche importanti ti dice "fai A, B e C in questo modo" e poi tutto questo si rivela un buco nell'acqua, una telefonata per mostrare vicinanza mi sarebbe sembrato il minimo», spiega con chiaro riferimento al ministro Nordio. «Non c'è nessuna speranza per il ricorso al Tribunale di Budapest», spiega l'avvocato Losco. Ricorso che, in ogni caso, potrà essere presentato dopo Pasqua, ha spiegato l' avvocato ungherese Gyorgy Magyar. --