Il Parco dei 5 laghi diventa realtà dopo oltre 40 anni
Vincenzo Iorio / IvreaIl Parco dei 5 laghi (Nero, Pistono, Campagna, San Michele e Sirio) è realtà. Mercoledì sera, a sorpresa, quando tutti ormai lo davano per affossato in maniera definitiva, il consiglio regionale ha approvato il Ddl 222 che istituisce dal prossimo 1 giugno il Parco. Se ne parlava dagli anni '80 e già allora chi era contrario paventava un'imposizione di vincoli. Nel 2000 l'area compresa tra i Comuni di Borgofranco, Cascinette, Chiaverano, Ivrea e Montalto diventa Oasi protetta assoggettata ad ogni tipo di vincolo naturalistico. Nel 2019 i sindaci, insieme a Città metropolitana, firmano congiuntamente un Protocollo d'intesa per l'esercizio delle funzioni inerenti il costituendo Parco. Nell'ottobre del 2022 il disegno di legge viene licenziato dalla V commissione della Regione. Il 31 ottobre 2023 il disegno di legge viene messo per la prima volta all'ordine del giorno del consiglio regionale che dopo decine di sedute andate a vuoto, lo ha approvato. La Città metropolitana ha previsto di stanziare importanti fondi per le prime opere necessarie quali, ad esempio, la realizzazione di un centro visitatori dell'area camper del lago Sirio (ex alloggio custode del camping dei Laghi), il miglioramento dei sentieri e della cartellonistica, la regolamentazione dei parcheggi e dei flussi di traffico ai laghi. L'istituzione del Parco aumenterà le garanzie di tutela degli aspetti naturalistico-ambientali e consentirà di incrementare e governare la fruizione sostenibile dell'area per migliorarne anche gli aspetti agricoli, commerciali e turistici. «Un percorso lungo e difficile - commenta il sindaco di Chiaverano Maurizio Fiorentini - Siamo orgogliosi di essere stati i promotori di questa iniziativa che porterà benefici importanti nel nostro territorio. Avere un Parco è importante in un periodo storico nel quale, soprattutto per i finanziamenti del Pnrr, possono essere recuperati fondi importanti per finanziare progetti commerciali, agricoli, sportivi e naturalistici». «Una notizia inaspettata - commenta il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore - L'istituzione del Parco è un punto di partenza. Ora bisognerà capire però quali saranno le risorse economiche a disposizione». Esulta il consigliere regionale della Lega (relatore per la maggioranza del Ddl) Andrea Cane che negli ultimi mesi si è trovato più volte isolato rispetto alla maggioranza: «Un risultato storico, non facile da raggiungere considerate le diverse posizioni in campo. Ringrazio i colleghi leghisti e anche quelli delle opposizioni che mi hanno supportato in questa vittoria che dedico principalmente al territorio. Ora serve un tavolo per lo sviluppo turistico, economico e il contenimento della fauna selvatica. Proporrò strategie per garantire un accesso adeguato al parco, inclusi parcheggi esterni con navette elettriche, il piano comprenderà iniziative, eventi, una strategia di comunicazione e il supporto alle micro e piccole imprese, coinvolgendo la Città metropolitana, Comuni e associazioni». «Nonostante la sciatteria delle destre (le cui divisioni si sono rivelate con tutta la loro forza ), grazie al contributo responsabile del Pd e delle opposizioni - commenta il consigliere Alberto Avetta - è stato varato un testo in grado di garantire un equilibrio tra l'esigenza della tutela naturalistica e quella altrettanto importante della fruibilità, aperta e sostenibile, di un'area di straordinaria bellezza e con grandi potenzialità dal punto di vista turistico. Una legge che ha avuto una gestazione lunga e complicata ma, grazie alla nostra perseveranza, alla fine siamo riusciti a imporre la cosa giusta». L'unica voce critica arriva da Coldiretti Torino che stigmatizza «il blitz da parte di un gruppo di consiglieri che ha portato una maggioranza risicata ad approvare l'istituzione del Parco dei 5 Laghi di Ivrea». «Una forzatura portata a segno per motivi puramente elettorali e senza guardare al bene comune - commenta il presidente Bruno Mecca Cici -. Coldiretti, a tale proposito, ricorda che l'approvazione di questo "parco feticcio" arriva senza che sia mai stato portato all'attenzione dei Comuni e delle categorie economiche quel piano di sviluppo economico proposto due anni dal vicepresidente della Giunta regionale come base per una trattativa sul Parco. Si tratta di una scelta grave contro l'agricoltura canavesana. Una scelta antistorica che guarda a un modello di protezione vecchio, del secolo scorso, quando, del resto, è nata l'idea di questo nuovo parco. Una bandiera piantata senza che in questi anni non si sia fatto nulla per lo sviluppo compatibile del nostro territorio». --