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I «venti di guerra» che spirano ai confini dell'Europa, da nord a sud, vanno fermati e va spesa ogni energia per trovare la pace. Sergio Mattarella riprende il filo di un ragionamento iniziato già da qualche settimana e spinge l'acceleratore sulla parola «pace». Il presidente della Repubblica, non ha cambiato linea sulla necessità dell'impegno italiano a sostegno dell'Ucraina, né ha mai smesso di ricordare come la responsabilità dell'inizio dell'incendio a Gaza è di Hamas. Ma le tensioni crescono ed è sempre più difficile, anche nell'Unione europea, tenere dritta la barra tra rigorismo e ricerca del dialogo. L'ennesimo appello del capo dello Stato cade poi proprio nel giorno nel quale Giorgia Meloni illustra le linee di politica estera del governo alle Camera, in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì. Sfumature ma non solo, quelle da cogliere nelle parole del presidente, che nei fatti si materializzano nel discorso della premier al Senato nel quale l'impegno italiano per l'Ucraina resta forte e saldo ma senza fughe in avanti come quella del presidente francese Macron di iniziare a prevedere truppe di terra sul campo di battaglia. Che l'attenzione del Quirinale sia massima in queste ore è chiaro e risulta evidente quanto la linea dell'esecutivo sia concordata tra Palazzo Chigi e il Colle. Sintonia Se non si può proprio parlare di sintonia su tutti dossier interni, sulle crisi internazionali sicuramente non ci sono screzi, almeno con Giorgia Meloni. La quale, proprio davanti ai senatori, un pò platealmente, rivendica una comunione di intenti con il presidente della Repubblica: «i miei rapporti con Mattarella sono ottimi lo ringrazio perché non fa mancare mai il suo sostegno non tanto al governo ma alla nazione. È un rapporto che gestiamo direttamente, personalmente, e quelli che brigano per comprometterlo temo che resteranno delusi». Chissà se al Quirinale condividono questa visione a tutto tondo, ma è certo che sulla politica estera i toni combaciano certamente più con quelli di Meloni che con quelli di Salvini. «Fino a due anni fa l'Europa viveva non in una belle epoque ma in un epoque de paix. Che cerchiamo e speriamo di riuscire a difendere, a preservare e ripristinare a pieno, estinguendo venti e fuochi di guerra che dentro l'Europa e accanto l'Europa si stanno manifestando», spiega Mattarella inaugurando la nuova sede della stampa estera appena ristrutturata. Poco dopo la premier assicurava che nessuno può «restare insensibile di fronte a vittime civili di Gaza» chiedendo ad Israele una reazione «proporzionata» all'attacco di Hamas. Affermazione condivisa da Mattarella, come la successiva di Meloni secondo la quale «il governo italiano saluta con favore il cambio della leadership dell'Anp che ci auguriamo rilanci la prospettiva dei due Stati». --