Senza Titolo
Il terzo nome è quello che mette d'accordo tutti. Dopo ore e ore di riunioni telefoniche fra Potenza e Roma, con momenti quasi da psicodramma politico, il campo largo prima ha definito il proprio perimetro - con Pd, M5s, Avs, Psi, +Europa - poi è arrivato all'intesa sul nome da schierare alle Regionali in Basilicata fra poco più di un mese: Piero Marrese, sindaco dem di Montalbano Jonico e presidente della Provincia di Matera. Ma restano ancora dubbi da sciogliere: ad esempio la posizione di Azione, che potrebbe sostenere il candidato di centrodestra, il governatore uscente Vito Bardi, come ha già fatto Italia viva; o il ruolo di Angelo Chiorazzo, l'imprenditore della sanità, che era stato proposto dal Partito Democratico e stoppato dal Movimento Cinque Stelle, costringendo a virare sul chirurgo Domenico Lacerenza, rimasto in corsa solo 72 prima di fare un passo indietro. Senza tralasciare le scorie che questo travagliato processo decisionale potrà lasciare all'interno soprattutto del Pd. La soluzione Marrese - classe 1980, eletto alla guida della Provincia a fine 2022 come unico candidato - è stata messa sul tavolo della coalizione in mattinata, dopo trattative proseguite per tutta la notte, e ufficializzata poi solo in serata. Con la precisazione che «la proposta resta aperta ad altre forze civiche dello stesso campo che vorranno aderire». In mezzo a questa complicata giornata, la denuncia di Carlo Calenda, «sconcertato» perché le sue telefonate alla segretaria dem Elly Schlein non hanno trovato risposta. E un tentativo da parte dei dem di allargare la coalizione ad Azione, frenato dal Movimento Cinque Stelle . Per ore, anche dopo l'ufficializzazione della candidatura di Marrese, è rimasta riunita la direzione regionale di Azione, a cui il leader Calenda ha delegato la scelta - ancora tuttavia tenuta coperta - su quale coalizione dover appoggiare.