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IVREAAnche quest'anno il progetto di redazione giovanile Quello che voglio dirti di Ivrea è giunta alla sua conclusione, con la giornata di restituzione prevista che si è tenuta sabato a Ivrea. Cominciato nel 2021 e giunto oggi alla sua quarta edizione, Quello che voglio dirti di Ivrea nasce come progetto di redazione giovanile under 30, per dare modo ai ragazzi eporediesi di esprimere le proprie opinioni su cosa c'è, cosa manca e cosa andrebbe migliorato nella città nella quale vivono e studiano ogni giorno. Quest'anno il progetto ha coinvolto più di 20 giovani, che si sono ritrovati negli scorsi mesi all'interno dei locali dello Zac per confrontarsi e tirare fuori le opinioni condivise sul tema degli spazi in città.«Percepiamo una grossa mancanza di spazi di aggregazione - raccontano i ragazzi - I posti per giovani sono pochi e spesso poco pubblicizzati. Bene in questo senso che sia rinato lo Spazio arte giovani, ma è stato chiuso per così tanto che le persone devono riabituarsi alla sua esistenza. In particolare la sera, per i giovani è difficile trovarsi in luoghi che non siano bar, e non sempre i ragazzi hanno molti soldi da spendere. Chi può si ritrova nei parchi, che però son spesso bui e poco valorizzati, tanti non si sentono al sicuro la notte. Per non parlare del discorso degli autobus: se non si abita a Ivrea, la sera non esistono modi per tornare a casa, quindi molti giovani rinunciano a vivere la città dopo le 8». Grazie all'aiuto dell'educatrice e referente del progetto Federica Policano e dell'artista e videomaker Alessandro Aimonetto, è stato possibile per i ragazzi, divisi in 4 gruppi in base alle aree tematiche, produrre 4 cortometraggi sulla città che verranno proiettati sabato 16 durante la serata di restituzione. Finita la presentazione, la serata continuerà con le musiche di Sibode dj e dei Troppo Kimberly.«Ogni anno si affrontano temi diversi e si usano mezzi diversi, grazie all'aiuto di un artista esperto - spiega Policano -. Quest'anno ci siamo concentrati sul tema degli spazi e abbiamo scelto i video come forma espressiva, e grazie all'aiuto di Aimonetto è stato possibile produrre i 4 filmati. Non si tratta di un progetto fine a sé stesso. Ogni anno i temi che vengono fuori dalla redazione divengono le basi per le iniziative pensate per i giovani che lo Zac propone. L'anno scorso per esempio ci si era concentrati sul tema della scuola, e in molti avevano sottolineato la mancanza dell'educazione sesso-affettiva nei programmi scolastici. Così durante l'anno è stata organizzata la giornata del benessere psicologico e sessuale, grazie anche alla collaborazione di chi aveva fatto parte della redazione l'anno precedente». «Un aspetto che ci teniamo a sottolineare non solo di questo progetto, ma di tutti i progetti dello Zac, è la possibilità di creare nuove amicizie e legami duraturi - concludono i ragazzi -. A ogni incontro, prima di mettersi a lavorare, ci si chiede a vicenda come stiamo, non una cosa banale di questi tempi. Si crea così uno spazio nel quale ci sentiamo a nostro agio. Dopo il periodo del Covid19, nel quale non avevamo contatti gli uni con gli altri, rapportarsi faccia a faccia con qualcuno non sembrava più così facile. Questo è il grande valore aggiunto di questi progetti». --l.z.