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IvreaSi sono svolte le elezioni dell'assemblea dei delegati della sezione Ana di Ivrea, il 25 febbraio a Mazzè. C'è poi stata una riunione venerdì 1° marzo. Resta (non era in scadenza) il presidente Giuseppe Franzoso. Ecco le cariche del consiglio direttivo: vicepresidente vicario, Marco Barmasse; vicepresidenti, Carlo Domenico Filippi e Marco Pianfetti; tesoriere, Renzo Brunetto; segretario, Roberto Lucchini; vicesegretario, Giovanni Donato; consiglieri, Fabio Aimo Boot, Bruno Arnodo, Giulio Boerio, Sergio Boni, Adriano Laurent, Aldo Lorenzatto, Massimo Musto, Armando Paglia, Mauro Perfetti, Cristiano Pianfetti, Paolo Querio, Adriano Roffino, Alessia Santarini, Giuseppe Signora, Cesare Soffranio, Ezio Vigna Giono. Revisori dei conti sono Gerardo Colucci, Pier Angelo Cossavella, Domenico Osella, Romeo Peretto, Claudio Specola. Nel corso dell'assemblea di Mazzè, il presidente della sezione eporediese, Giuseppe Franzoso, affiancato dal presidente dell'assemblea, Marco Barmasse, e dal coordinatore della protezione civile, Carlo Filippi, ha consegnato una medaglia a due instancabili alpini della Protezione civile, Bruno Busca e Gian Paolo Buat Albiana, che hanno raggiunto il traguardo degli 80 anni e dei quali tutta la sezione va fiera, mentre un omaggio floreale è stato offerto alle madrine dei vessilli sezionali, Vilma Dezzutto, Elsa Vallesa, Monica Pianfetti e Margherita Barsimi.Rivolto un pensiero a Luigi Sala e a tutti soci che nel 2023 sono andati avanti, il presidente, nella sua relazione morale, ha fatto riferimento al costante impegno della sezione nel presenziare alle numerose manifestazioni che si sono svolte lo scorso anno e al ruolo trainante dei capigruppo sempre più gravati dal difficile compito di reperire nuovi soci e ha presentato la forza della sezione: 2.453 alpini, 28 amici degli alpini e 998 aggregati, per un totale di 3.479 persone (43 soci in meno, rispetto al 2022, pari all'1.20%). Franzoso ha quindi espresso un sentito ringraziamento ai referenti delle varie attività sezionali nelle quali il lavoro, l'unione e l'impegno esaltano i valori alpini e ha riflettuto sul futuro e sull'avanzare dell'età degli iscritti che inevitabilmente crea costante diminuzione nei vari gruppi.«Per questo - ha affermato - è importante tenere alto lo spirito alpino e non rassegnarci, rimanendo coscienti che un valido contributo si può e si deve dare anche all'interno dei nostri gruppi sull'esempio di chi vive con spirito propositivo. I tempi non sono rosei, nel mondo c'è ancora guerra, ci sono violenze e comportamenti lesivi dell'integrità sociale da parte di una frangia di giovani. Noi continueremo a sperare perché tutto questo possa cambiare. Per i giovani qualcosa abbiamo fatto istituendo campi scuola dove primario è l'insegnamento del vivere sociale. Senza dimenticare che l'obiettivo di tutti è quello di mantenere la nostra famiglia alpina come esempio positivo e di riferimento all'interno delle nostre comunità».E ha concluso citando il presidente nazionale, Leonardo Caprioli: «Non ho bisogno degli alpini per sentirmi importante, ma ho bisogno degli alpini per far con voi cose importanti per la nostra sezione». --Franco Farnè