Quel segno di pace in nome della libertà

IVREAPur compressa tra i 52 carri da getto protagonisti della caleidoscopica mattinata e i cinque Abbà attori della storica alzata del pomeriggio, la Riappacificazione tra i rioni di San Maurizio e del Borghetto sa ritagliarsi il suo spazio nella penultima domenica di Carnevale e lo fa con la freschezza e l'energia dei piccoli protagonisti che, in attesa di Generale e Sostituto, combattono animosamente sul Ponte vecchio, prima di risolvere la diatriba in un abbraccio che anticipa quello, solenne, tra i dignitari delle due antiche fazioni rivali.La "sassaiola" (combattuta con proiettili di carta) è stata introdotta nel 2019 da un'intuizione di Giorgio Masseroni, presidente della Fagiolata del Castellazzo e, conseguentemente, Console maggiore di San Maurizio. «Il nostro Carnevale - ha spiegato la voce di Enrica Machieraldo nel corso del giocoso scontro - oggi è fatto di momenti intoccabili, sanciti dal cerimoniale, intorno ai quali è nata nel corso dei secoli una serie di eventi che si sono aggiunti alle cerimonie per arricchire, rinnovare e attualizzare il canovaccio storico e i suoi messaggi». Una rappresentazione allegra, ma dai profondi significati: «Se Violetta ci indica che per riconquistare la libertà può essere necessaria la lotta, anche cruenta, la cerimonia di oggi ci dimostra che è nel confronto che si trova la via che conduce all'armonia». La Riappacificazione è infatti, a livello simbolico, uno dei momenti più intensi del Carnevale di Ivrea, come ancora una volta ha sottolineato il Sostituto gran cancelliere Erino Mignone con le parole del Verbale: «L'unione delle due rive della Dora serve ancora oggi a ricordare a tutti noi come solo attraverso la pace e la solidarietà sia possibile vivere in una comunità ricca di virtù e ideali». Mignone ha colto l'occasione di valorizzare il ruolo della donna, di quelle donne che all'epoca furono fautrici della pace tra i due rioni eporediesi, ma soprattutto di quelle donne «che lottano quotidianamente, anche in questo preciso istante, accanto ai propri uomini per la conquista e la salvaguardia di quella libertà che, oggi come allora, è minata e talvolta negata da tiranni ciechi e crudeli». E anche quest'anno, sul Ponte vecchio, l'abbraccio tra Salvatore Violante ed Ernesto Ravetto, i rappresentanti del Bano del Borghetto Giuseppe Saccuman e del Console di San Maurizio, ha ribadito che il Carnevale di Ivrea è e vuol continuare a essere un inno alla pace e alla libertà, nel nome di Violetta e di tutti i suoi protagonisti. --Federico Bona