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Ai cancelli di Mirafiori a Torino non si respira un'aria buona. Al cambio turno delle 14 le tute blu escono come sempre in fretta e pochi hanno voglia di fermarsi con i cronisti. Non sono piaciute a nessuno le parole dell'amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, che ha indicato la fabbrica di Torino, dove vengono prodotte la 500 elettriche e le Maserati, e Pomigliano come gli stabilimenti italiani i cui posti di lavoro sono più a rischio. «Era già nell'aria perché le produzioni continuano a diminuire, abbiamo paura che non investano più a Mirafiori» spiega Ivan Finotello delle carrozzerie, addetto al montaggio delle Maserati. «Siamo delusi, io ho già subito la chiusura della Bertone, di nuovo lo stesso spettro. Non vediamo futuro, abbiamo una grande ansia. Tre quarti dello stabilimento sono vuoti» afferma l'operaio Gabriele Bertolas, 56 anni. «Speriamo di poter essere spostati in altri siti come l'hub dell'economia circolare, soprattutto speriamo di riuscire ad andare in pensione», aggiunge Enzo Palomba, operaio della carrozzeria. Preoccupazioni condivise anche da Roberto De Benedetto, operaio tecnico della qualità della Maserati. «In fabbrica c'è un clima di tristezza, ma anche tanta rabbia, sono cose che prevedevamo. I francesi cercano di portarsi tutto in Francia. È un ricatto, vogliono i soldi del nostro Stato. Noi non abbiamo mai smesso di fare cassa integrazione che pagano i cittadini italiani. Non portano qui nuovi modelli, le nuove Maserati non verranno fatte a Torino. Questa oggi è la fabbrica più grande e più vecchia in Europa, non ha futuro».Musi lunghi e preoccupazione tra gli operai dello di Pomigliano d'Arco (Napoli), condivisa dai colleghi dell'indotto, dall'amministrazione comunale e dai politici, locali e non, che temono una reazione a catena, in negativo, sul tessuto economico della città. «Tutta la comunità è coinvolta» dicono in Comune. Un futuro incerto che non si aspettavano di dover affrontare «dopo la fine degli ammortizzatori sociali ad inizio anno, e la soddisfazione di essere tra gli stabilimenti italiani del gruppo con la più alta produzione, 215mila vetture, per il 2023. Intanto fino a martedì resterà ferma la produzione del modello Alfa Romeo Tonale per carenza di elementi meccanici.«Niente ammortizzatori - affermano le tute blu - ma Tavares dice che siamo a rischio. Forse la sua è una strategia, per chiedere altri incentivi, ma ha ragione il ministro Urso quando sostiene che finora sono serviti per auto prodotte all'estero. Anche la Panda elettrica sarà prodotta fuori dall'Italia. Lo Stato chieda la compartecipazione». Le preoccupazioni degli operai della fabbrica sono condivise anche da quelli dell'indotto, ed in particolare della Tiberina di Pomigliano d'Arco. «Il momento per noi è già difficile - spiega un lavoratore di Tiberina - Il grosso delle nostre commesse è legato alla Panda di Pomigliano, almeno fino al 2026». --