Anche Bollengo ricorda Segre cittadino onorario
BOLLENGO Era cittadino onorario di Bollengo dal 2021, Bruno Segre, intellettuale, avvocato, partigiano, testimone degli orrori delle leggi razziali, scomparso lo scorso sabato 27 gennaio, Giorno della memoria, all'età di 105 anni nella sua casa di Torino. Il consiglio comunale all'unanimità gli aveva conferito il titolo per "aver fatto della sua vita una testimonianza continua dei valori di libertà e democrazia, contro ogni discriminazione e xenofobia". «Un bell'esempio da far conoscere alle nostre giovani generazioni - sottolinea il sindaco Luigi Ricca - cui ispirarsi contro l'indifferenza, per non smettere di fare memoria, per fare azioni di sensibilizzazione culturale e civica e non ricadere negli errori del passato. È stato il riconoscimento alla persona e al suo impegno che dura da una vita, ma anche il segno che dà il senso alla ricorrenza del giorno della memoria: quello di non smettere di ricordare. Ho avuto il piacere di conoscerlo tanti anni fa, di militare con lui nello stesso partito, il Partito socialista, per il quale era stato eletto, nel 1975, consigliere comunale della città di Torino. Segre è stato un esempio di coerenza, di rigorosità di pensiero, testimone e protagonista della Resistenza. La sua scomparsa proprio nella giornata della memoria è davvero emblematica».Bruno Segre nacque a Torino il 4 settembre 1918, da padre ebreo e madre cattolica. Laureato in Giurisprudenza a Torino nel 1940, venne arrestato una prima volta per disfattismo politico nell'inverno del 1942, rimanendo tre mesi in carcere. Iniziò poi l'attività di giornalista e nel settembre del 1944 venne nuovamente arrestato, dopo una sparatoria dalla quale si salvò grazie al suo portasigarette metallico. Descrisse la sua esperienza di detenuto antifascista nel libro Quelli di via Asti. Divenne poi Partigiano nella Prima divisione alpina Giustizia e Libertà. --