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«L'Alabama ha fatto fare all'umanità un passo indietro. Me ne vado con amore, pace e luce. Grazie per avermi sostenuto. Vi amo tutti». Sono le ultime parole di Kenneth Smith, il primo condannato al mondo giustiziato con un metodo mai usato prima e paragonato dall'Onu ad una possibile tortura: l'azoto, respirato attraverso una maschera sino al soffocamento. Metodo Un metodo previsto anche da altri due Stati americani (Mississippi e Oklahoma) come alternativa alla sempre più difficile iniezione letale, cui Smith era sopravvissuto un anno fa dopo che per oltre un'ora i medici gli avevano trafitto mani e braccia senza riuscire a trovare la vena giusta. L'esecuzione, la prima dell'anno negli Usa dopo le 24 del 2023, ha sollevato sdegno e condanna nella comunità internazionale, dall'Onu all'Ue e alle associazioni per i diritti dell'uomo. «Mi rammarico profondamente per l'esecuzione di Kenneth Eugene Smith in Alabama nonostante le serie preoccupazioni che questo nuovo e non testato metodo di soffocamento mediante gas di azoto possa equivalere a tortura o a un trattamento crudele, inumano o degradante», ha affermato l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, esortando «tutti gli Stati a mettere in atto una moratoria sul suo utilizzo, come passo verso l'abolizione universale». Anche l'Ue ha espresso «profondo rammarico», ricordando che «secondo i maggiori esperti questo metodo è una punizione particolarmente crudele e insolita», e ribadendo di opporsi «fermamente alla pena di morte in ogni momento». Silenzio Silenzio finora dalla Casa Bianca, nonostante Biden si sia impegnato per l'abolizione della pena capitale. Inutili i ricorsi last-minute per fermare l'esecuzione: la corte suprema li ha respinti tutti, anche se tre giudici liberal (Sonia Sotomayor, Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson) hanno votato contro: «Non essendo riuscito a uccidere Smith al primo tentativo, l'Alabama lo ha selezionato come cavia per testare un metodo di esecuzione mai testato prima. Il mondo sta guardando», ha scritto una di loro motivando il dissenso. Smith è stato giustiziato giovedì notte dopo aver trascorso 34 anni nel braccio della morte in un carcere dell'Alabama, uno Stato del sud segnato dal razzismo ma anche dalla nascita del movimento per i diritti civili degli afroamericani. Nelle ore precedente è stato visitato dai familiari, due amici, il suo consigliere spirituale e il suo avvocato. La sua ultima cena è stata una bistecca e uova con patatine fritte. Poi lo hanno legato ad una barella e portato nella camera della morte, facendogli indossare la temuta maschera. Dopo che è cominciata l'erogazione dell'azoto, Smith ha sorriso, si è rivolto verso i propri cari e ha fatto un cenno per dire che li amava. Poi «ha iniziato a contorcersi e a dimenarsi violentemente sulla barella per circa 2-4 minuti, seguiti da circa 5' di respirazione rumorosa», ha riferito uno dei cinque reporter che hanno assistito all'esecuzione, durata complessivamente 25'. «Avevo già visto quattro esecuzioni ma non ho mai visto un condannato dimenarsi come Smith», ha confessato. «Dopo oltre 30 anni e vari tentativi di ingannare il sistema, Smith ha risposto dei suoi orrendi crimini», ha commentato freddamente la governatrice repubblicana dell'Alabama Kay Ivey. --