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Una gara a porte chiuse per l'Udinese, che paga a caro prezzo le espressioni razziste nei confronti del portiere del Milan, Mike Maignan. Il giudice sportivo ha usato la mano pesante, soprattutto perché, dopo i due annunci dello speaker, su richiesta dell'arbitro, il resto del pubblico - quasi 25 mila spettatori presenti al Bluenergy Stadium - non ha solidarizzato con la vittima. Questa reazione avrebbe scongiurato la punizione. Che sarà scontata sabato 3 febbraio con il Monza. Sulla squalifica ora la società friulana sta meditando se presentare ricorso oppure no. Intanto, prosegue rapidamente l'iter per la cittadinanza di Udine a Maignan: oggi la Giunta comunale ha dato il via libera, lunedì toccherà al Consiglio. Il sindaco, Alberto Felice De Toni, è molto chiaro: Udine, il suo stadio e i suoi tifosi «non sono razzisti», ma «attribuire la responsabilità a pochi non può rappresentare una giustificazione». La città «intende prendere una posizione chiara per dare un esempio a livello nazionale ed europeo». --