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Vincenzo Iorio / Ivrea«Questi immobili hanno un'anima e vanno rivisti in chiave moderna, ma senza stravolgere il passato». Paolo Palmieri, l'advisor che ha messo insieme cinque imprenditori per acquistare dal fondo immobiliare Prelios Palazzo uffici 1 e 2 oltre alla palazzina Centro elaborazione dati (Ced), incontra per la prima volta un giornalista per parlare di quella che è stata definita la più grande operazione immobiliare degli ultimi decenni in Canavese. Le aspettative in città sono alte, anche se non mancano timori per un'operazione i cui contorni non sono stati ancora chiariti. Palmieri non scopre al momento tutte le carte né sui nomi dei suoi soci né sui dettagli di quello che sarà il futuro di questi edifici, cuore del patrimonio Unesco Ivrea città industriale del XX secolo. Il ruolo della Soprintendenza«Preferisco mantenere ancora un po' di riservatezza e non perché ci sia qualcosa da nascondere - dice guardando via Jervis dalla vetrata del quinto piano di Palazzo uffici - ma perché prima di svelare nei dettagli i nostri progetti vogliamo essere sicuri di poterli realizzare così come li raccontiamo. E prima di questo dobbiamo essere sicuri del perimetro entro il quale la Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio di Torino ci consentirà di muovere. Qui, come è giusto che sia, anche per pulire un marmo bisogna avere l'autorizzazione». Il grande scalone che si articolata in tre bracci orientati a 120 gradi l'uno dall'altro e raccordati da un corpo centrale a forma di esagono regolare «necessità di un restauro conservativo - aggiunge Palmieri - e per farlo abbiamo chiesto, come per tutto il resto, un sopralluogo da parte dei funzionari della Soprintendenza che ci sarà a breve».Qualcosa però sui progetti della Newco che il 29 settembre scorso ha acquistato da Prelios gli edifici olivettiani Palmieri la dice, volendo fugare ogni sospetto su un'operazione immobiliare tesa a una mera speculazione. «Le speculazioni su immobili di questo genere e di queste dimensioni non si fanno di certo a Ivrea, semmai a Milano, forse a Torino - spiega Palmieri, origini salernitane, una carriera nel settore degli immobili -. Noi qui vogliamo restarci molto a lungo e creare sviluppo. Abbiamo comprato non per vendere poco dopo e intascare una plusvalenza, ma per investire. Al momento ci sono io una volta a settimana, ma a breve prenderà in mano le redini mio fratello, Gennaro Palmieri, da poco nominato building manager, che sarà in pianta stabile a Ivrea per seguire da vicino tutte le operazioni».Lavori di riqualificazionePalazzo Uffici 1, 2 e la palazzina del Ced, oltre al canale Mariotti: 120mila metri quadrati di edificato, di cui attualmente solo 4mila mq sono occupati dai conduttori principali come Comdata. Palazzo uffici 1, pensato per accentrare tutte le funzioni direttive, amministrative e di rappresentanza, venne affidato agli architetti Gian Antonio Bernasconi, Annibale Fiocchi e Marcello Nizzoli (1955-1960); Palazzo Uffici 2 fu progettato dall'architetto Gino Valle alla fine degli anni '80. «Tutti gli spazi andranno riqualificati, seppur a step, ma senza stravolgerne la bellezza - annuncia Palmieri -. Siamo convinti che questa operazione può avere successo nel rispetto della storia dei luoghi e nell'esaltazione dei valori olivettiani di attenzione all'ambiente e all'uomo. Ed è per questo che abbiamo preso contatto con la Fondazione Olivetti perché vogliamo il loro parere; il nostro deve essere un progetto condiviso con la comunità eporediese sentendo noi forte il senso di responsabilità che abbiamo con questa operazione. L'obiettivo è occupare questi spazi con eccellenze, contaminare i processi produttivi, realizzare un mix di innovazione tecnologica, servizi e ricettività. Le aziende hanno bisogno di spazi moderni, sale riunioni, sale convegni, comfort zone per i lavoratori. Vogliamo dotare tutti i locali della fibra e di un wi-fi unico che arrivi fino agli spazi verdi che circondano via Jervis. Spazi che saranno totalmente rinnovati, togliendo anche i parcheggi sotto Palazzo uffici 1 un tempo destinati ai dirigenti dell'Olivetti. I lavoratori potranno fare le loro pause immersi nel verde in un ambiante unico e accogliente. E poi sulla scia dell'eredità olivettiana ci piacerebbe realizzare un asilo in modo che le persone possano venire a lavorare insieme ai figli lasciandoli in un ambiente a loro dedicato». Sul fronte energetico i progetti di riqualificazione spaziano dai pannelli fotovoltaici all'energia geotermica. C'è poi il capitolo del turismo industriale. «Una grande occasione per la città - aggiunge Palmieri - che noi vogliamo cogliere con una struttura ricettiva che qui manca e in questi giorni di Carnevale il problema emerge con tutta la sua forza. Ricettività che potrà estesa anche agli studenti con una struttura dedicata».I cinque sociTra i cinque soci della newco figurano un architetto, un immobiliarista, un imprenditore del settore alberghiero-ristorazione, un industriale e la stessa famiglia Palmieri. «I migliori successi - aggiunge Palmieri - avvengono per puro caso. Noi a Ivrea siamo arrivati in maniera del tutto fortuita mentre effettuavamo investimenti con Prelios a Torino. Ci hanno proposto di visitare questi luoghi e ce ne siamo innamorati subito e così abbiamo cominciato a pensare come trasformare e dare nuova vita a questi luoghi».Intelligenza artificialeUn'opportunità potrà arrivare anche dal Centro per l'intelligenza artificiale di Torino, finanziato con 20 milioni di euro all'anno. Il Comune di Ivrea ha infatti presentato una candidatura per ospitare i laboratori del Centro come sede satellite, mantenendo il quartier generale a Torino, dove l'intelligenza artificiale ha avuto origine negli ex stabilimenti Olivetti. --