Un futuro per l'ex Olivetti di Agliè, comprato lo stabilimento dismesso
Viola Configliacco / AgliÈDopo quindici anni di abbandono si parla finalmente di futuro per l'ex stabilimento Olivetti di Agliè. Dopo un primo passo in avanti avvenuto nel corso del 2023, anche il 2024 è iniziato nel segno della riqualificazione industriale.Le manifestazioni di interesse per il sito, in stato di abbandono dal 2008, non sono mai mancate, ma ora, dopo le recenti acquisizioni, le possibilità che lo stabilimento ritorni ad essere produttivo sono al rialzo. «Saltuariamente, negli anni in cui lo stabilimento è stato abbandonato - racconta il primo cittadino Marco Succio - ci sono state delle richieste, ma nulla si è mai concretizzato. Fino allo scorso anno, all'acquisizione da parte del Consorzio insediamenti produttivi del Canavese di concerto con un privato».Il Consorzio, soggetto misto che dal 1981 opera sul territorio al fianco delle amministrazioni comunali per favorirne lo sviluppo economico, sensibile al risparmio di suolo e impegnato sul tema del riuso di siti industriali dismessi, nel 2023 si è interessato al sito ex Olivetti di Agliè, trovando un primo operatore interessato a partecipare all'acquisto di parte dell'intero comprensorio. Il 31 gennaio di un anno fa il Consorzio e un imprenditore locale, a seguito di un'apposita lottizzazione, hanno acquistato da Prelios l'intero comprensorio industriale. Gli acquirenti hanno sin da subito eseguito, con fondi propri, una prima serie di attività per poter ridare nuova vita al sito. L'attività del Consorzio si è concentrata sulla definizione dei tempi e dei costi degli interventi di bonifica che interessano parte del sottosuolo dell'area. Tali interventi, secondo quanto stabilito in sede di conferenza dei servizi, saranno completati da Telecom Italia entro i prossimi 24 mesi. Da qui, dai tempi e dai costi certi di riqualificazione, è partito il lavoro di ricerca di un nuovo investitore. Il risultato conseguito è il frutto di un ottimo lavoro di squadra a cui le istituzioni coinvolte, in particolare Città metropolitana di Torino, Confindustria e l'amministrazione comunale di Agliè, hanno dato il loro pieno sostegno.Il Consorzio ha quindi trovato un nuovo investitore privato vendendo, lo scorso 21 dicembre, la parte di comprensorio di sua proprietà alla società Immobiliare Besa srl, storica proprietaria della cartiera di Parella, dove si trova il sito operativo di Osai. Sarà dunque la Besa srl a completare il ciclo di attività necessarie a creare nuove opportunità per il recupero totale del sito, in collaborazione con il Consorzio.Da azienda tessile dalla storia secolare a sito di produzione della richiestissima macchina da scrivere Lettera 22, l'area ha rappresentato un importante tassello della vita economica di Agliè e dintorni: nell'800 fu un'industria tessile, prima con la Bluer e poi con la De Angeli-Frua, mentre nel 1955 venne acquisita da Adriano Olivetti per la produzione della Lettera 22. Successivamente, con la joint venture Olivetti Canon, lo stabilimento perse la sua centralità. Nel 2008 la chiusura definitiva e poi l'abbandono. Anche se non ci sono ancora prospettive certe di una riapertura del sito industriale, l'avvio degli interventi è un segnale positivo in vista del futuro economico della zona: «Accolgo con grande piacere la notizia dell'avvenuta acquisizione e l'inizio di una procedura che porterà a un recupero del complesso industriale dell'area ex Olivetti. La struttura è solida, mentre le finiture richiedono importanti interventi e, anche se per il momento non si sa ancora quale potrà essere la destinazione d'uso del sito industriale dismesso, siamo contenti di un recupero dopo 15 anni di abbandono - conclude il sindaco -. L'area, che è stata il perno dello sviluppo economico della comunità alladiese, in particolare con la produzione su larga scala della richiestissima Lettera 22 nel periodo che va dal 1953 al 1970, merita di tornare ad essere un luogo vivo e un polo produttivo degno del suo glorioso passato». --