Ronco, Papa Francesco esalta la storia d'amore dei Duchj

ronco canavesePer loro è stato un regalo inaspettato. Un regalo che non avrebbero mai pensato di ricevere. Per i loro 70 anni di matrimonio Giuseppe Duchj e Pierina Pineri hanno ricevuto nientemeno che la Benedizione apostolica di Papa Francesco a cui sono devotissimi. A consegnar loro la pergamena della benedizione inviata dal Vaticano è stato il parroco delle tre parrocchie della Valle Soana, don Gian Paolo Bretti, felice di poter fare questa bella sorpresa agli anziani coniugi e alla loro famiglia.il pranzo coi nipoti Per il settantesimo anniversario delle nozze dei nonni, i loro cinque nipoti avevano già organizzato una festa nel mese di settembre, con messa celebrata nella chiesa di San Grato a Piamprato,un rinfresco per amici e compaesani e un buon pranzo in famiglia. Poi, successivamente, è arrivata anche la benedizione del Santo Padre che ha sorpreso e commosso i diretti interessati e di cui tutti parlano nella valle dopo averlo appreso dal numero di Natale del bollettino parrocchiale La Valle Soana arrivato in questi giorni nelle case dei valsoanesi in Italia e all'estero. Giuseppe Duchj, che tutti qui chiamano Pino o Duca, e Pierina Pineri, meglio conosciuta con il secondo nome, Remina, nato nel febbraio del 1928 lui e nata nel febbraio del 1933 lei, hanno genitori di paesi diversi ed anche per questo, oltre che per la loro amabilità, sono conosciuti da Piamprato fino a Ingria.Le origini valdostaneLui, come rivela il cognome,ha anche origini valdostane,infatti suo padre era di Pollein, la mamma invece era di Piamprato, mentre lei è originaria di Ingria e della frazione Arcando di Ronco. Ed è proprio a Quandin, borgata di Arcando, che Pino e Remina abitano ormai stabilmente dagli anni Ottanta, quando lui ottenne il prepensionamento. Dopo essersi sposati a Ronco, nell'oramai lontano 1953, si erano, infatti, stabiliti a Torino, poiché Pino lavorava alla Fiat, e li sono nati i loro tre figli, Adriana, Silvano e Luciano. Come tanti altri valsoanesi, però, Pino e Remina hanno sempre conservato forti legami con la valle, dove ritornavano nei periodi liberi dal lavoro, anche per aiutare i loro anziani rimasti in paese, ed appena hanno potuto, hanno lasciato la città per tornare tra le loro montagne. Storie che si intreccianoPino, sempre allegro e pimpante, continua ancora adesso a coltivare l'orto e a far legna nei boschi, lei, sempre gentile e cordiale con tutti, ora ha problemi di vista e ad aiutarla c'è la figlia Adriana con il marito, che da Stresa sono venuti ad abitare a Quandin. Molti i punti in comune nella storia della vita dei due anziani coniugi : entrambi i loro padri sono morti in giovane età, il padre di Remina a 28 anni, quando lei aveva pochi mesi, quello di Pino disperso in guerra; entrambi sono rimasti figli unici dopo aver perso lei una sorellina di pochi mesi, lui un fratellino. Ma non solo, un singolare destino li accomuna : «Quando spiegai a mia mamma che Pino era di Piamprato, ma aveva origini valdostane, disse "sta a vedere che è il figlio di quel Mario con cui dovevo sposarmi" - racconta Remina- ; chiesi a Pino di portarci una foto e guardandola mia mamma esclamò "è proprio lui!" »Era proprio così, il padre di Pino, arrivato da Pollein per lavorare in Valle Soana, aveva dapprima conosciuto la mamma di Remina, che abitava ad Arcando, volevano sposarsi, ma il matrimonio non era stato possibile subito; intanto, lui era andato a lavorare per un lungo periodo a Piamprato e lì aveva infine sposato un'altra valsoanina, ovvero la madre di Pino. Sono stati, poi, i loro rispettivi figli ad unirsi in matrimonio e ad unire così queste due famiglie. Un'unione che dura da ben settant'anni, ora benedetta da Papa Francesco che «invoca sulla loro famiglia continua effusione di grazie celesti auspicando che cresca costantemente nella fede e nell'amore e sia sempre luminosa testimonianza di esemplare vita cristiana».Oltre alla benedizione papalina è arrivata anche quella laica del sindaco Lorenzo Giacomino che si è congratulato con la coppia per il traguardo raggiunto. --Ornella De Paoli