Salassa, 450mila euro e la vecchia chiesa rinasce centro culturale

SALASSADa settecentesco edificio di culto a centro culturale. Rappresenta uno degli emblemi di Salassa l'ex chiesa dei Disciplinanti che ritornerà agli antichi splendori con un'ambiziosa operazione di restyling che le darà una nuova veste trasformandola sulla falsariga di quanto avvenuto nella vicina Cuorgnè con l'ex chiesa della Trinità. «Con grande soddisfazione sono iniziati i lavori di restauro conservativo della chiesa dei Disciplinanti e rifunzionalizzazione in centro culturale- spiega il sindaco, Roberta Bianchetta-. Riaprirà le porte nel 2024 un gioiello chiuso da decenni che racchiude una parte della storia del nostro paese, la sua bellezza verrà restituita alla comunità». Il maquillage comporterà una spesa di circa 450mila euro, 300mila dei quali finanziati con un contributo del Ministero della Cultura. I lavori, da cronoprogramma, dureranno da 6 a 10 mesi e gli interventi previsti comporteranno la realizzazione dell'impianto elettrico, del riscaldamento a pavimento e la sostituzione degli infissi. Inoltre, saranno collocate delle sedute e stuccato il primo metro e mezzo di quello che può essere definito lo zoccolo degli affreschi. L'operazione di restyling dell'ex chiesa dei Disciplinanti prevede anche la messa in sicurezza del palco dove vi era il coro, la soffiatura e prima pulitura degli affreschi che impreziosiscono l'edificio a pianta rettangolare ed il restauro degli oggetti lignei presenti all'interno della chiesa. L'edificio è chiuso dagli anni '70-'80 e dal 2019 è entrato a far parte delle proprietà comunali. La chiesa della Confraternita dei Disciplinanti viene citata per la prima volta nei documenti del 1727, ricostruita quasi interamente nella metà del XIX secolo. La Confraternita dei Disciplinanti, meglio noti in paese come "Suplin", era intitolata all'Immacolata Concezione. Ne facevano parte sia uomini che donne, è stata attiva fino agli anni '70 del secolo scorso. In alcuni documenti custoditi nell'archivio storico, si può leggere che venne riconosciuta dal pontefice Urbano VIII con una bolla del 25 giugno 1639, ma si deduce da altri scritti che era già attiva in precedenza. --