L'Ivrea dei ricordi nel villaggio natalizio in cui nessuno è solo
IvreaNon c'è la capanna col Bambinello né i Re Magi in attesa di raggiungerla. L'installazione che occupa una larga area all'ingresso del centro La Direzione del Benessere è il risultato di un caleidoscopio di ricordi, emozioni e aspirazioni che si sono composte nella mente e nel cuore di Michele Cavaliere, socio amministratore del centro fitness sito in via Jervis e autore materiale del manufatto. Un villaggio natalizio sui generis, dove scoprire una miriade di istanti di vita calati in un ambiente consono ad essi.«Ho cercato di dare forma al mio mondo ideale - afferma Cavaliere -. Non avevo un progetto se non l'ascoltare i miei stati d'animo. Mi ha ispirato molto la mia infanzia, un tempo in cui erano valori come la felicità e la piacevolezza del vivere ad essere fondanti nelle relazioni. Oggi appaiono smarriti e allora ho voluto riprodurre le tante sfaccettature di quello che vorrei trovare nel mio villaggio perfetto». Il ricordo dei piccoli centri in cui crebbe si fonde col pensiero per Ivrea, alla quale è legato indissolubilmente, tanto che molti dei luoghi ricreati fanno riferimento a posti della città. Ci sono il lago Sirio, il Ponte Vecchio, piazza Ottinetti, la ferrovia, tutto realizzato con materiali di recupero. La cosa importante di questo villaggio è che nessun luogo è isolato, tutti sono connessi tramite scale, ponti e camminamenti», puntualizza Cavaliere che ha impiegato 300 ore di lavoro, spesso in momenti inconsueti della giornata, per assemblare tutte le componenti. L'idea del villaggio nacque 3 anni fa. Il primo fu piccolo; l'anno successivo s'ingrandì. Quest'anno l'autore si è fermato solo quando la fantasia aveva esaurito la sua spinta. C'è la stazione, dove si vedono due innamorati abbracciarsi, e c'è la chiesa, dove una coppia si è appena sposata. La vita scorre senza interruzione in un continuo fluire di esperienze fisiche e stati d'animo - sottolinea Cavaliere il cui messaggio è esplicito - Nel mio mondo si vive bene insieme, ognuno con la sua vita e la sua professione. Ci sono bar, ristoranti, negozi, si vedono gli addetti alla pulizia delle strade e i vigili del fuoco che operano un intervento, una fila di chierichetti sale un'erta mentre dei ragazzi giocano con la neve: nessuno si sente escluso in un'esistenza fondata sull'armonia scaturente dal volersi bene. Prescindo da un credo religioso ma guardo alla qualità del vivere che si origina dalla bontà. Non c'è la presenza fisica di Gesù ma c'è tutto il suo messaggio d'amore e di solidarietà verso il prossimo». --Paolo Airoldi