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Per ora l'appuntamento più importante è fissato per metà giugno 2024 dopo lo svolgimento delle europee. La Commissione presenterà le sue raccomandazioni sullo stato di salute dei conti pubblici nazionali nonché la lista dei Paesi destinati a essere oggetto di una procedura per deficit eccessivo perché il loro disavanzo nel 2023 ha superato il 3% del Pil. Un esercizio che riguarderà almeno una decina di Paesi, fanno sapere a Bruxelles, tra cui l'Italia e la Francia. Ma il percorso a tappe che ha preso il via con l'intesa politica sulla riforma del Patto di stabilità e l'adozione dei relativi testi legislativi da parte del Consiglio Ue (due regolamenti e una direttiva), sarà inizialmente marcato da un ritorno al passato. In attesa che entrino in vigore le nuove regole, dal primo gennaio prossimo - salvo colpi di scena - tornerà in vigore il vecchio Patto. Il nuovo quadro normativo dovrebbe essere invece approvato entro aprile - cioè prima della fine della legislatura - dopo che tra gennaio e marzo si saranno svolti i negoziati con l'Europarlamento. Con l'obiettivo di essere applicato dal 2025. Anche se non è ancora chiaro se inciderà già sulle leggi di bilancio nazionali che saranno predisposte per quell'anno. «Nei prossimi mesi dovranno essere definite le modalità con cui applicare le disposizioni del nuovo Patto nel 2025», ha spiegato un addetto ai lavori. Di sicuro, ha aggiunto, i Paesi che finiranno in procedura per deficit eccessivo temporaneamente avranno come unico vincolo quello di ridurre dello 0,5% il deficit strutturale ma tenendo conto del peso degli interessi sul debito. --