Durbano presidente del Parco, è il più giovane
Viola Configliacco/ Ceresole RealeLa conferma è arrivata con il decreto ministeriale: Mauro Durbano, 37 anni, già vicesindaco di Ceresole Reale, è ufficialmente il presidente del Parco nazionale del Gran Paradiso. Non solo, è anche il più giovane della storia dell'area protetta più antica d'Italia, che nel 2022 ha compiuto 100 anni. La sua candidatura, presentata e avallata dal Ministro per l'Ambiente e la transizione ecologica Gilberto Pichetto Fratin, aveva fatto storcere qualche naso in Valle Soana e in Valle d'Aosta, ma tra i primi obiettivi di Durbano da presidente c'è quello di voler lavorare con tutti per i prossimi 5 anni per il bene del Parco, indipendentemente dal versante, piemontese o valdostano «perché il Parco è uno solo». Classe 1986, vicesindaco di Ceresole Reale e vicepresidente di Ires Piemonte, con una laurea in Geografia e in Scienze del turismo alpino, ha preso il posto di Italo Cerise e ha conquistato un primato importante, quello di essere il presidente del Parco più giovane della sua storia. Quali saranno i primi passi di Durbano presidente?«Come ho detto nel corso dell'audizione a Roma, mi occuperò di valorizzare la ricerca e la tutela della biodiversità, che sono anche tra i principi fondanti di un'area protetta come il Parco del Gran Paradiso. È stato fondato proprio per salvaguardare l'ambiente. Inoltre, mi dedicherò alla restituzione ai territori di questi risultati di analisi e ricerca, parallelamente allo sfruttamento del brand del Parco per sviluppare un indotto economico in un territorio, come quello montano, sempre più soggetto allo spopolamento, puntando sulle attività tipiche come l'allevamento, la pastorizia, il turismo ma anche, perché no, su imprese innovative». La nomina è arrivata inaspettata o era un traguardo a cui puntava?«L'iter è cominciato due anni fa e la candidatura, partita dal Ministro Pichetto Fratin, perché non si è trattato di un'autocandidatura, non è stata del tutto inaspettata, perché si tratta di un ruolo attinente al mio percorso di studio. Quando ho ricevuto la proposta ho dato la mia disponibilità ed è stato un onore accettare di essere tra i candidati, poi quando sono rientrato nella terna ho cominciato a sperare. Ringrazio la Regione Piemonte e il Ministro, che il 5 dicembre scorso ha firmato il decreto di nomina. Inoltre, sono anche il presidente più giovane della storia del Parco». Come risponde a chi l'ha criticata e non l'ha appoggiata in Canavese e sull'altro versante?«Guardo al futuro, sono al loro servizio per lavorare insieme per il bene del Parco. Con i rappresentanti del versante valdostano ci siamo già chiariti ampiamente. Il Parco nazionale del Gran Paradiso è uno, non ci sono distinzioni di versante o di aree, e il mio obiettivo è di lavorare alla sua piena valorizzazione». --