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Padova si è fermata per l'addio a Giulia ma negli uffici dei pm di Venezia e degli investigatori si è continuato a lavorare: sui prossimi step che aiuteranno a scrivere la verità sul femminicidio della ragazza di Vigonovo e sulla figura di Filippo Turetta, l'ex fidanzato reo confesso dell'omicidio, in carcere dal 25 novembre a Verona dopo essere stato estradato dalla Germania. Nessuno della sua famiglia ha partecipato ai funerali e neanche il 22enne, secondo quanto si apprende, ha seguito le esequie. Già svolto l'interrogatorio di garanzia da parte della gip Benedetta Vetuli e quello investigativo del pm Andrea Petroni, titolare del fascicolo per omicidio volontario e sequestro di persona, per aggiungere nuove tessere alle indagini si attende soprattutto l'arrivo in Italia della Fiat Punto nera di Filippo, sotto custodia della polizia tedesca da sabato 18 novembre, quando la fuga si è conclusa su una autostrada vicino a Lipsia. L'auto sarà riportata in Italia solo dopo il 10 dicembre ma prima di quella data dovrebbe tenersi un summit tra investigatori italiani, tedeschi e austriaci per fare il punto sulle indagini. La vettura è un elemento centrale per la ricostruzione del delitto: è su quella macchina che si è consumata la parte finale dell'aggressione a Giulia. L'interno dell'auto non è ancora stato analizzato nel dettaglio. Le analisi del Ris di Parma sull'auto e sugli oggetti trovati all'interno potrebbero far luce sui punti ancora oscuri dell'indagine, consentendo all'accusa di avvalorare o meno l'aggravente della premeditazione. --