Droga, cascinale disabitato trasformato in piantagione

Mauro Giubellini / pratiglioneAncora un blitz dei carabinieri in Alto Canavese mirato a colpire la nascente e sempre più diffusa economia fuorilegge della coltivazione della marijuana.Nei guai è finito un 45enne, assiduo frequentatore di un cascinale in disuso situato in una zona boschiva di Pratiglione. Immobile non abitato la cui proprietà è al momento oggetto di accertamento perché le indagini sono ancora in corso e potrebbero riservare ulteriori sviluppi. Il 45enne, i cui movimenti erano da tempo monitorati dai militari al comando del maresciallo Gian Marco Altieri, è stato scoperto a coltivare una piantagione di marijuana all'interno dei locali adibiti a serra. La struttura era dotata di un articolato sistema di illuminazione con apposite lampade, ventilazione avanzata e irrigazione tramite sistema idraulico. Tutto alimentato attraverso un allaccio abusivo alla rete elettrica. Durante la perquisizione, sono stati rinvenuti e sequestrati circa 56 grammi di infiorescenze di marijuana già essiccate, oltre a 153 piante di cannabis in stato vegetativo, con altezze comprese tra 2 e 20 centimetri circa. Inoltre, sono state confiscate varie attrezzature da giardinaggio. Il cascinale è stato sottoposto a sequestro. La sostanza stupefacente ritrovata è stata campionata e custodita in attesa delle analisi.Gli investigatori dell'Arma tenevano da tempo sotto controllo la situazione ma i militari della stazione di Cuorgnè hanno atteso settimane prima di intervenire: volevano "pizzicare" il coltivatore con le mani nella marijuana. Così ne hanno seguito i movimenti, setacciato i contatti, annotato orari e abitudini. Sino al blitz di lunedì e alla denuncia. Intanto salgono a tre in meno di quattro mesi le operazioni in Alto Canavese che hanno portato alla scoperta di vere e proprie piantagioni di marijuana e non certo per uso personale come ha fatto credere un 35enne valperghese che aveva trasformato il proprio alloggio in una piantagione intensiva.Era invece stato arrestato il 30 settembre scorso un 33enne cuorgnatese, che le piantine le curava con amore sino a quando poteva per poi metterle (sotto forma di dosi) sul mercato e farci dei quattrini. La pubblicizzava anche su diversi siti. Una sorta di mercato a chilometri zero, come per l'agricoltura biologica.«All'interno della sua abitazione - si legge nel comunicato che parlava dell'arresto - c'era una coltivazione di canapa e tutto l'occorrente per il confezionamento sottovuoto delle sostanze, finalizzato alla commercializzazione dello stupefacente». Le forze dell'ordine erano arrivate a lui attraverso «mirato monitoraggio di note piattaforme web». Tra l'altro l'uomo «pubblicizzava i propri metodi di coltivazione della canapa e forniva numerose informazioni al riguardo, riscuotendo l'apprezzamento di diversi utenti». --