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I test psicoattitudinali per i magistrati restano lì. Sono stati accantonati, messi da parte per un po', ma sono ancora a portata di mano. Nella maggioranza c'è la volontà di introdurli, prima o poi. Ma spingere adesso significherebbe arare il terreno di scontro con i pm. Uno stop, quindi, rispetto alla volontà di accelerare che si era manifestata nel governo. L'intenzione che prevale adesso è quella di non creare altri fronti. Il clima è ancora troppo acceso, dopo le parole del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sulla «opposizione giudiziaria», e dopo gli ultimi decreti, che hanno modificato le pagelle per i magistrati e hanno dato una stretta al collocamento fuori ruolo. In questa chiave, è stata letta anche la ricostruzione di via Arenula fatta uscire poco dopo una visita del ministro Carlo Nordio a Palazzo Chigi: è stato il ministero della Giustizia - è stato fatto sapere - a stoppare ieri l'ingresso nei decreti attuativi della riforma Cartabia dei test psicoattitudinali per i magistrati. L'intenzione del governo è quella di stemperare il clima con le toghe. Proposito che non può che incontrare i favori del Presidente della Repubblica: nelle prossime ore è in programma il plenum del Csm, lui presente. Anche Crosetto ha tentato di smorzare, aprendo alla richiesta delle opposizioni che riferisca in Parlamento. Ed ha chiamato il presidente dell' Anm Giuseppe Santalucia. In serata è stato Nordio a dare una lettura della vicenda: «Non temo un attacco della magistratura e non lo teme neanche Crosetto. Credo che il ministro abbia interpretato quello che è un sentimento abbastanza diffuso e che si è creato in questi decenni». --