La storia di Ivrea su strade e case Il progetto di Galliano Gallo

Lorenzo Zaccagnini / Ivrea

Nato nel 1957 a Ivrea, nel 1976 Galliano Gallo consegue la maturità artistica e frequenta la facoltà di architettura a Torino.

Nel 1984 inizierà a lavorare come illustratore free lance, collaborando con l'artista Franco Balan nel suo atelier di Aosta. In seguito verrà assunto come grafico nello studio della Corporate Identity Olivetti, per poi fondare successivamente Fuorilinea, il proprio studio grafico.

Nel 1997 però, convinto che la propria strada non fosse il graphic design, inizierà a dedicarsi all'arte pittorica, astratta e figurativa, riscuotendo un certo successo che lo porterà a esporre i propri lavori in Italia e all'estero, realizzando al contempo laboratori artistici per bambini, all'interno delle scuole primarie e secondarie, e adulti.

Sarà attraverso questo percorso che giungerà infine ai murales, arte sociale e "di strada" per eccellenza: «Mi trovavo a Quincinetto, dove si stava concludendo uno dei campus internazionali promossi da Legambiente. - racconta Gallo - Vi era una pensilina che ci avevano chiesto di pulire, ma arrivati ci siamo resi conto che lo stato in cui si trovava non lo permetteva. Da lì è venuta l'idea di dipingerci sopra. Io ho tracciato il disegno, poi i ragazzi sono andati a pitturarlo e completarlo».

Una casualità, dalla quale però ha preso vita una nuova strada per Gallo, che ha da allora iniziato a dipingere murales in tutta la provincia di Torino e oltre, fino ad arrivare in Francia, Spagna e addirittura in Uruguay.

«A me piace soprattutto interagire - continua l'artista. - Io posso fare il murale, ma la vera soddisfazione viene quando si riescono a coinvolgere altre persone. Un valore sul quale ho sempre cercato di basare il mio lavoro».

Gallo infatti ha dato vita negli anni a diversi progetti di arte sociale incentrati sui murales, collaborando con i detenuti delle carceri e con gli utenti dei Cpia (Centri provinciali per l'istruzione degli adulti).

All'interno del contesto urbano canavesano, l'artista sta invece portando avanti progetti di riqualificazione e valorizzazione degli spazi pubblici, in particolare delle scuole. Suo il progetto per l'abbellimento dei plessi gemelli della scuola primaria Adriano Olivetti di Ivrea, con la riproduzione delle opere del designer Giovanni Pintori, che collaborò per moltissimi anni con l'ufficio tecnico pubblicità della Olivetti, così come quello dei dipinti alla scuola primaria di San Bernardo.

Ma la sua opera più recente sul territorio, realizzata in collaborazione con Rossana Challancin e Corrado Bianchetti, sono le silhouette con rimandi alla storia di Ivrea installate in piazza Gioberti, che nell'ottica di Gallo vorrebbero essere solo il primo passo di un progetto ben più ambizioso.

«Vorrei creare un percorso sulla storia di Ivrea, partendo dalle incisioni rupestri fino ad arrivare alla nascita della Costituzione, che si dipani lungo tutte le vie del centro cittadino. Cominciando da via Miniere con l'Ivrea romana e passando attraverso piazza Lamarmora , il Borghetto e piazza Gioberti a tema storico Carnevale. Poi continuare in via Arduino con l'Ivrea medievale, per terminare con l'800 e il 900 lungo tutta via Palestro. Un progetto che potrebbe anche andare avanti a piccoli pezzi per volta, ma che sarebbe un fantastico modo di coinvolgere i giovani artisti locali creando al contempo un magnifico percorso turistico, di rilancio per la città».

Un progetto del quale Gallo ha parlato con l'amministrazione e che ha già attirato a sé i giovani artisti locali del neonato collettivo Sulmuro!, improntato allo sviluppo di un'arte fruibile da tutti e attenta ai temi sociali.

«Ovviamente è ancora tutto sulla carta, sicuramente il progetto piace ma c'è un discorso di reperimento di risorse, anche perché prima di dipingerli i muri andrebbero messi a posto - spiega Gallo. - Certo, ottenendo il patrocinio del Comune diventerebbe più facile reperire i fondi. Spesso per questi lavori ho trovato finanziamenti anche da parte di privati, che a volte vengono in prima persona a commissionarti un'opera. La cosa più interessante è appunto poter coinvolgere anche i giovani artisti, che in questa città sono davvero molti e come sempre sono desiderosi di mettersi in gioco, se gliene si dà la possibilità e li si paga decentemente».

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Lorenzo Zaccagnini