Casa per tutti, cooperativa tra inquilini e proprietari

Lorenzo Zaccagnini / IvreaNel pomeriggio di lunedì 6 novembre si è tenuta nella sala dorata del Comune di Ivrea la presentazione per la nascita anche in Canavese della cooperativa La tenda.Nata nella provincia di Cuneo nell'anno 1992, la cooperativa è stata selezionata come modello virtuoso dalle realtà facenti parte del progetto Living better, nel quale diversi soggetti si sono incontrati per trovare soluzioni ai problemi della marginalità, compreso quello dell'abitare. Un problema che i dati mostrano essere attualissimo. «I numeri ci dicono esserci in Italia 650mila famiglie, circa 1 milione e 400mila persone, nelle graduatorie comunali per le case popolari - racconta Ellade Peller, sindaca di Nomaglio e presidente del Consorzio Inrete. - Ogni anno vengono emesse 50mila sentenze di sfratto, sono almeno 50mila le persone senza dimora e il 41% delle famiglie in stato di povertà vive in affitto. Parlando del Piemonte abbiamo 50mila case Atc, dei quali il 4% inutilizzabile. Paradossalmente abbiamo moltissimi alloggi vuoti e al contempo fiumi di persone senza casa che però non riescono ad accedervi».È proprio in questo paradosso che si inserisce la cooperativa La tenda. Formata da volontari e operatori del terzo settore, la cooperativa si pone da intermediario tra i proprietari di case e le persone in condizione di difficoltà o di emergenza abitativa. «Siamo in un periodo dove è molto difficile vendere una casa, e spesso le persone si trovano proprietarie di un immobile del quale non riescono a prendersi cura e che finisce con l'essere solo una spesa - spiega Angelo Brizzio, presidente della cooperativa con sede a Fossano. - Nel sistema da noi ideato il proprietario cede in comodato d'uso l'immobile alla cooperativa, che lo può erogare come servizio alle persone in difficoltà a un affitto calmierato in base all'utenza. In questo modo la cooperativa fa da garante con il proprietario, che è maggiormente tutelato e può delegare la gestione e i costi dell'immobile, riuscendo al contempo a fornire una casa, anche solo per un periodo, a persone in difficoltà prive di garanzie, che lì possono vivere e prendere la residenza. Non dimentichiamo che oltre all'emergenza abitativa grave oggi esiste una grossa zona grigia, composta da giovani fuori sede, disoccupati, anziani soli, persone costrette a trasferirsi per lavoro e famiglie monoreddito. Grazie alla cooperativa abbiamo avviato un sistema che funziona e che da oggi si svilupperà anche in Canavese».Non sarà infatti la stessa cooperativa cuneese a operare sul nostro territorio, ma una sua propaggine locale, composta da volontari ed enti del terzo settore già attivi sul territorio e che riprodurranno qui il sistema virtuoso messo in atto nel cuneese. «Come Comune crediamo fortemente nel diritto all'abitare, cercando però una prospettiva non emergenziale ma di sistema - spiega la vicesindaca di Ivrea Patrizia Dal Santo. - Oggi cominciamo a vedere i buoni risultati del lavoro fatto in questi anni con gli enti del terzo settore e il consorzio Inrete. Un tassello importante nel permetterci di costruire soluzioni alla marginalità». --