Arriverà venerdì il confronto tra il gip di Latina e Liliane Murekatete, la moglie del parlamentare Aboubakar Soumahoro, raggiunta lunedì dalla misura degli arresti domiciliari nel nuovo filone di indagine sulla gestione dei fondi da parte delle cooperative che si occupano di migranti nella provincia Pontina. In programma anche l'interrogatorio per la suocera del deputato, Marie Therede Mukamatsindo. Si tratta di un primo snodo importate nella tranche di inchiesta, svolta dalla Guardia di Finanza, che ha scoperchiato «un collaudato sistema fraudolento» che dirottava altrove i fondi milionari che, a partire dal 2017 e fino al 2022, sono arrivate nelle casse delle coop. Una struttura criminale a conduzione «familiare» in cui il ruolo di Murekatete, secondo l'impianto accusatorio, era centrale. Accuse che, in base a quanto riferiscono fonti della difesa, verranno respinte dalla donna in sede di interrogatorio di garanzia anche se al momento non è chiaro se l'indagata sosterrà l'atto istruttorio o si limiterà a dichiarazioni spontanee.
Sulla vicenda giudiziaria è tornato lo stesso Soumahoro che con un post su Fb ha ribadito la sua estraneità affermando di non essere «né indaga to e né risulto negli atti delle indagini» e chiedendo rispetto per la privacy del figlio. «Il mio impegno nei luoghi del bisogno e in Parlamento continua con lo stesso spirito di dedizione e di abnegazione in una prospettiva di servizio alla collettività», ha aggiunto il deputato. Secondo l'impianto accusatorio i fondi non venivano utilizzati per la gestione degli alloggi destinati ai migranti che erano in condizioni fatiscenti. «Per due anni ho lavorato con la cooperativa senza contratto di lavoro, in nero», racconta oggi Giuseppe, un lavoratore della cooperativa.
Un capitolo importate degli accertamenti svolti dalla Gdf riguarda il trasferimento all'estero di una fetta di fondi. —