Senza Titolo
La Juventus può andare in vetta in solitaria, basterà battere l'Hellas Verona nell'anticipo delle 20. 45 all'Allianz Stadium per scavalcare momentaneamente Inter e Milan. E dalle parti della Continassa sta cominciando a insediarsi la parola scudetto: «Non la ricacciamo indietro, ma dobbiamo essere realisti - ha voluto subito puntualizzare Massimiliano Allegri - e noi lavoriamo per costruire il futuro della Juve: lo dobbiamo fare lavorando quotidianamente, il nostro obiettivo rimane entrare tra le prime quattro per disputare la Champions dell'anno prossimo». Il suo pensiero non si schioda e rimane sempre lo stesso, anche se con i tre punti contro i gialloblu i bianconeri vivrebbero una notte in testa da soli. Scacciare il ricordoQualche settimana fa, però, avevano già avuto questa possibilità: si giocava a Reggio Emilia contro il Sassuolo, tutti si ricordano bene come andò a finire. È anche per questo che Allegri vuole andarci con i piedi di piombo, tenendo altissima l'attenzione dei suoi: «Dobbiamo assolutamente metterci al pari loro, che significa avere rispetto, e senza cadere nella presunzione che sia una partita semplice - il lavoro mentale fatto sui bianconeri alla Continassa - anche perché abbiamo vissuto una settimana di euforia generale: si diceva che i campionati si vincono e si perdono con le piccole, noi dobbiamo portarla a casa per non buttare a mare il successo contro il Milan». Così è assolutamente vietato abbassare la guardia, anche perché la Juve può essere arrivata ad un punto chiave della stagione. E poi si avrà anche la spinta dei tifosi dalla propria parte: «Avremo l'aiuto del pubblico, può darci una grande mano» l'appello dell'allenatore al popolo bianconero, con lo Stadium che tornando a essere un fortino con dieci punti conquistati in quattro apparizioni casalinghe. Le notizie di formazioneDall'infermeria intanto sono arrivate buone notizie: «Chiesa è rientrato dopo praticamente tre settimane di non allenamento e ha lavorato bene, mentre Vlahovic era già più avanti di Federico» il punto sulla coppia d'attacco, anche se è ancora prematuro e rischioso schierare l'azzurro dal primo minuto. Il serbo partirà titolare, al suo fianco rimane aperto il ballottaggio tra Milik, che in passato ha dimostrato di intendersi molto bene con Vlahovic, e Kean, il quale ha superato l'esame contro il Milan e spera in una conferma. In difesa la coperta rimane corta perché Danilo e Alex Sandro rimangono fermi ai box per i rispettivi problemi muscolari, ma Allegri ha scoperto Huijsen a San Siro e lo tiene in caldo per eventuali rotazioni tra Gatti, Bremer e Rugani. In mezzo al campo spera in una possibilità Nicolussi Caviglia. «È un ragazzo intelligente, si sta allenando bene e arriverà poi anche il suo momento» il commento di Allegri, quindi anche in mediana ci saranno solo conferme: McKennie e Rabiot da mezzali, Locatelli da regista, Miretti è in rampa di lancio per uno spezzone a gara in corso. E se a destra Weah sta diventando sempre più un intoccabile, a sinistra c'è un grande traffico: «Ho il dubbio tra Kostic e Cambiaso ma c'è anche Iling che sta molto meglio, è una decisione che non ho ancora preso» ammette il tecnico sulla corsia mancina. --